Gino Bartali il Giusto cittadino d’Israele
Aiutò 800 ebrei a scampare alla Shoah: Il riconoscimento in occasione della partenza del Giro d’Italia da Gerusalemme
GERUSALEMME. Alla vigilia della partenza del Giro d'Italia, l'edizione 2018 prende il via in Israele, arriva la notizia, che da qualche tempo circolava, che Gino Bartali, campione indimenticabile del ciclismo scomparso all'età di 85 anni, diventerà cittadino onorario di Israele. Il 2 maggio a Gerusalemme avrà luogo una cerimonia ufficiale per la nomina postuma.
Bartali nel 2013, tre anni dopo la sua morte, è stato dichiarato Giusto tra le nazioni, la massima onorificenza che lo Yad Vashem, il Museo della Shoà di Gerusalemme, dedica a coloro che rischiando la propria vita salvarono anche un solo ebreo dal massacro nazista. Bartali segretamente contribuì ad aiutare oltre 800 ebrei, durante uno dei momenti più cupi della storia.
Il mese di novembre del 1943 fu terribile per gli ebrei fiorentini. I fascisti e le SS arrestarono molti ebrei non italiani ed alla fine del mese una retata in grande stile decapitò la rete della Delasem, l’Organizzazione clandestina di soccorso agli ebrei, composta da alcuni sacerdoti e guidata dal rabbino Nathan Cassuto. Bartali durante la prima parte della guerra aveva attraversato in bicicletta la Toscana come portaordini militare. Ora si trattava di continuare a correre in bicicletta, ma per portare documenti che i militari non dovevano vedere. Gino conosceva bene tutta la rete stradale e le vie anche meno battute della regione. I suoi allenamenti lo avevano portato ovunque e adesso poteva continuare ad allenarsi, facendo qualcosa di utile per aiutare persone in difficoltà. Certo, così metteva in pericolo se stesso e la sua famiglia, perchè se fosse stato scoperto dai nazisti, sarebbe stato difficile negare il suo coinvolgimento.
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Insospettabile staffetta in soccorso degli ebrei trasportava ai quattro angoli della Toscana e poi da Firenze a Genova, fino a Perugia, documenti di viaggio falsificati che permisero la fuga a centinaia di persone. Nascondendoli nel tubo sotto il sellino. A quei tempi laici e religiosi collaboravano insieme per mantenere integra una dignità umana che la guerra e uomini senza scrupoli stavano deteriorando. Alla fine di quell’anno Gino, consapevole del clima di terrore sempre più forte che si stava diffondendo nelle strade della sua città contro gli ebrei, decise di aiutare il suo amico Giacomo Goldenberg e la sua famiglia, che si era trasferita da Trieste a Firenze, mettendoli in salvo. Era il momento di esporsi completamente anche per un caro amico.
Il Giro d'Italia parte il 4 maggio da Gerusalemme: lo farà nel ricordo di Bartali. La cornice delle tre tappe saranno luoghi suggestivi e conflitti eterni. Indimenticabile l'esperienza di Gino. Il mito del ciclismo italiano. Maglia rosa e gialla che anche fuori dallo sport seppe distinguersi. Campione in bicicletta. Eroe nella vita.
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