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Stalli blu sul lungomare e proteste ricorso al Tar dei commercianti
Gli esercenti di viale Italia e Borgo San Jacopo, insieme alla Lega, chiedono lo stop al progetto «Con i parcheggi a pagamento incassiamo il 30% in meno: costretti a licenziare alcuni dipendenti»
LIVORNO. Gli incassi crollano e cresce la rabbia dei commercianti di viale Italia e Borgo San Jacopo contro gli stalli blu, oggetto di un ricorso agevolato dalla Lega e notificato al Tar per la sospensiva in via cautelare del progetto 5 Stelle sugli 11.500 posti a pagamento in tutta la città. «Dall’accensione dei parchimetri incassiamo il 30% in meno. Saremo costretti a ridurre il personale, temiamo la chiusura», tuonano i negozianti del lungomare interessati dalla nuova disciplina della sosta, sostenuti anche dai gestori degli stabilimenti balneari che lamentano un calo degli abbonamenti compreso tra il 10 e il 15% rispetto alla passata stagione.
A sostegno del ricorso, culmine di un percorso di opposizione iniziato nel febbraio 2017, ci sono 51 firme di esercenti. «Numeri destinati a crescere, nei quali non abbiamo potuto inserire i tanti residenti che volevano aderire», precisa Costanza Vaccaro (Lega), che annuncia: «Azioni legali di questo tipo non hanno un precedente in Italia». A trovarne i fondamenti i due avvocati livornesi Nicola Quaglierini e Francesca Dello Sbarba, che avrebbero ravvisato nella decisione della giunta alcune pecche riportate da Vaccaro: «La disposizione regionale prevede un iter di partecipazione che non c’è stato, e c’è un difetto di trasparenza rispetto al programma elettorale 5 Stelle che non indicava questo salasso. Mancando poi un piano del traffico e della mobilità a norma di legge, si ravvisano una carenza istruttoria e un’indebita trasformazione dell’area in zona di particolare rilevanza urbanistica, e infine c’è il danno economico a commercianti e residenti che pagano per un diritto alla sosta che non viene loro garantito». E l’ingegner Gabriele Casarosa trova «una dolorosa conferma alle mie previsioni pubblicate un anno fa», puntando il dito su via della Bassata: «Si è allargata la carreggiata (è una “zona 30”, ndc), si è scelto di non sfruttare al meglio il parcheggio del liceo Enriques in favore dei residenti, e si sono fatte le strisce blu sopra le buche quando da sotto il manto stradale saltano le pietre».
Sulle barricate contro l’avanzata dei nuovi stalli anche Michele Gasparri (gelateria Fiori Rosa), reduce da diversi incontri con il sindaco e gli assessori: «Puntano a far cassa e non capiscono che anche noi contribuiamo con le tasse, ma per restare aperti dovremo mandare a casa i dipendenti». Lavoratori che per incompatibilità di orari con il servizio pubblico sono spesso costretti a muoversi con l’auto. «65 euro al mese di abbonamento per rischiare di non trovare un parcheggio tra i soli 200 posti all’ex-Atl sono una cifra senza senso, e la sosta a 1 euro l’ora disincentiva la gente a venire sul mare», conclude Gasparri. «Adesso lo facciamo noi un vero movimento di cittadini contro i soprusi e aperto a tutte le forze politiche – incalza Giampaolo Ghilarducci (Giampa’s Bar), già promotore di una raccolta di 800 firme – compreso il Movimento, al cui interno qualcuno si diceva contrario al piano di Giuseppe Vece. Con la sosta a pagamento, anche d’inverno quando il lungomare è deserto, invece di portare la vita qui si mandano le persone verso i centri commerciali». Oppure verso Sud, a cominciare da Barriera Margherita dove le strisce blu non sono ancora arrivate.
«Il vero turista di Livorno è il Livornese» sentenzia Marco Simi (Bagni Nettuno), alle prese con la risacca degli abbonamenti: «I nostri clienti (in media sono circa 1.200, ndc) già versano l’acconto ma si dicono pronti a chiedere indietro i soldi se non si ferma l’emorragia di parcheggi. E il Comune, invece di costruirne, li toglie». Sulla stessa barca anche Piero Bonaventura (Pancaldi): «Al nostro centro congressi fioccano le disdette ma la preoccupazione maggiore è per i nostri 3mila abbonati storici, per lo più anziani abituati a “trasferirsi da casa al mare” per l’estate».
Ciliegina sulla torta, la beffa dei parchimetri: «Sapevamo che dovevano partire dal 1° maggio, invece sono comparsi nella notte tra venerdì e sabato», conclude Giovanni Carbonella (ristorante “Regina dello scoglio”).
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