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Livorno

il processo  

«Perseguita la figlia» Militare in pensione accusato di stalking

PISA. Il padre accusato di perseguitare la figlia. Una vicenda dolorosa che per l’accusa è andata avanti per quasi un anno, dal giugno 2013 al giugno 2014. In Tribunale davanti al giudice Luca...

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PISA. Il padre accusato di perseguitare la figlia. Una vicenda dolorosa che per l’accusa è andata avanti per quasi un anno, dal giugno 2013 al giugno 2014. In Tribunale davanti al giudice Luca Salutini sono stati sentiti i testi del pubblico ministero. L’imputato è un militare in congedo di 59 anni,(omettiamo il nome per tutelare le parti offese) residente in provincia di Livorno, che ha lavorato a Pisa per gran parte della sua carriera. È difeso dall’avvocato Silvio Monti. L’ex moglie e la figlia, costituite parti civile, vivono Pisa e sono assistite dagli avvocati Ranieri Del Torto e Maria Grazia Senatore.

All’origine di un processo in cui va in scena frattura di una famiglia c’è la separazione tra il militare e la moglie. Dissidi quotidiani, incomprensioni caratteriali arrivate a un punto di non ritorno. È lei che vuole lasciare lui che si espone più volte a comportamenti da padre-padrone. Nessuna violenza fisica. Le urla e le pressioni, però, sono all’ordine del giorno. Una mentalità da caserma che viene imposta anche tra le mura domestiche.

Nel crepuscolo di un matrimonio esaurito, l’ex militare alla ricerca di complotti e responsabilità individua nella figlia una delle ragioni della separazione.

La accusa di aver messo su la mamma contro il papà. E allora, convinto di essere diventato la “vittima” di una sorta di congiura, sfoga sulla figlia la rabbia di un addio subìto e contrastato con le reazioni più scomposte. Per un periodo i tre vivono insieme. La coppia da separata sotto lo stesso tetto, la figlia per stare vicino alla mamma.

Il padre, stando alle querele, non dà tregua alla giovane che per un periodo è costretta a prendere psicofarmaci per non crollare. Telefonate, messaggi, appostamenti fuori dal luogo di lavoro. Un giorno trovano in casa un coltello con una lama esposto in bella vista. Sembra un avvertimento. Lo portano in questura. «Farete tutte e due una brutta fine» arriva a dire l’imputato sempre più fuori di sé. Le preoccupazioni diventano paure. E le querele l’unico baluardo per difendersi dagli assalti del padre e marito. Che alla fine smette di accanirsi e va via di casa portandosi via il suo carico di rancore. Ora i tre tornano a vedersi in Tribunale.



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