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Livorno

Scuole d’infanzia, lavoratrici interinali sul piede di guerra

Scuole d’infanzia, lavoratrici interinali sul piede di guerra

Dieci di loro sono state confermate solo per pochi giorni I sindacati chiedono un incontro e minacciano lo sciopero

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LIVORNO. L’assemblea era nella saletta sindacale al piano terra di Palazzo Civico ma la controparte formale non è il Comune bensì l’agenzia di lavoro temporaneo Randstad e tuttavia ogni problema finisce per riflettersi su un servizio-chiave fra quelli municipali com’è il servizio educativo per i bambini più piccoli. È questo lo scenario in cui si muove una situazione che rischia di diventare incandescente e finire per scaricarsi sull’effettivo funzionamento delle scuole d’infanzia: stiamo parlando delle educatrici interinali che, con il loro lavoro “somministrato”, cioè non alle diretta dipendenze del Comune, rappresentano «quasi la metà della forza lavoro in questo settore», come spiegano dal quartier generale del sindacato Nidil Cgil, che insieme a Uiltemp è alla guida di questa lotta.

Di cosa si tratta? Sotto i riflettori è il caso relativo alla cinquantina di maestre interinali che da anni lavorano con contratti precari nelle scuole d’infanzia comunali (0-3 e 3-6 anni). Tutto nasce dal fatto che una decina di esse si sono viste prolungare la durata dell’incarico non fino alla fine di giugno, «com’è accaduto alle loro colleghe e com’è normale che avvenga», ma solamente per due settimane e mezzo, cioè «fino al 20 aprile».

«Abbiamo chiesto ragione di un simile atteggiamento, – afferma Filippo Bellandi, dirigente Nidil Cgil – ma non abbiamo avuto risposta: è andata finora a vuoto la nostra richiesta di incontro urgente, vogliamo vederci chiaro». Però, unendo i puntini delle differenti situazioni individuali, il sindacato una idea se l’è fatta o quantomeno ha maturato una ipotesi: risulta che siano state penalizzate le lavoratrici che hanno fatto assenze per malattie, «talvolta anche assai serie».

«Ti assenti dal lavoro per problemi di salute importanti? L’agenzia di lavoro somministrato Randstad – afferma il sindacalista – ti penalizza proponendoti rinnovi contrattuali più brevi rispetto a chi ha goduto di ottima salute. Questo è un fatto grave».

Non era mai accaduto niente del genere, dicono dalla sede sindacale: «Se questa nostra ipotesi dovesse trovare conferma – viene sottolineato – ci troveremmo di fronte a qualcosa di assolutamente inaccettabile non solamente dal punto di vista sindacale ma anche sotto il profilo etico: si andrebbe a colpire chi ha problemi di salute».

L’esponente Cgil va all’attacco senza mezzi termini contro quello che definisce un “rinnovo light”: «Ci sono state maestre colpite da polmonite ma c’è anche chi ha dovuto far fronte a problemi più gravi, ad esempio di natura oncologica. Il rinnovo di neanche tre settimane ci sembra solo una forma di pressione inaccettabile per colpire chi è costretto a assentarsi per periodi lunghi». E stiamo parlando – avverte – di «lavoratori estremamente seri e altamente qualificati, che ormai lavorano nelle scuole d’infanzia da più di dieci anni».

Bellandi torna a insistere con la richiesta di confronto indirizzata alla controparte Randstad. Già messa sul tavolo l’idea di una protesta che coinvolga tutta la fascia delle educatrici interinali: «Se non dovesse esserci un chiarimento e, peggio ancora, se trovasse conferma questo nostro sospetto, – viene messo in evidenza dal dirigente sindacale Cgil – nella settimana dal 16 al 20 aprile si arriverà allo sciopero di tutto il settore del lavoro temporaneo che manda avanti un così largo spicchio dei servizi educativi». (m.z.)



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