Furto di pannelli solari «Arrestato il capo dell’organizzazione»
Era latitante dal novembre scorso, per i carabinieri aveva ideato anche il maxi colpo a Colle e Piombino
LIVORNO . Lo cercavano le polizie di mezza Europa dal 10 novembre scorso, giorno in cui i carabinieri di Livorno hanno dato vita all’operazione “Raggio di sole”, condotta nei confronti di un’organizzazione criminale dedita ai furti di pannelli solari in tutta Italia che poi venivano spediti in Africa a brezzi bassissimi per sfruttare anche gli incentivi garantiti dai governi, in particolare da quello marocchino. Ahmed Hamli, 38 anni marocchino è stato rintracciato e bloccato a Napoli, vicino alla stazione ferroviaria. Probabilmente, sicuro di non essere più cercato, era rientrato da poco nel capoluogo partenopeo per continuare a curare i suoi interessi.
Come altri suoi 50 connazionali, il trentottenne è destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno perché ritenuto responsabile dei reati di associazione per delinquere e furto aggravato di pannelli solari.
In particolare, al cittadino marocchino viene riconosciuto il ruolo di organizzatore di numerosi furti ai danni di impianti fotovoltaici, tra cui quelli commessi a Piombino il 25 ed il 31 marzo 2016, a Collesalvetti la notte tra il 6 ed il 7 aprile successivi, nonché a Cascina il 10 aprile 2016.
Il trentottenne è considerato l’organizzatore anche di due furti di pannelli solari in provincia di Frosinone tra l’agosto e il settembre 2016. Secondo gli inquirenti il suo compito era quello più delicato: individuava gli obiettivi da colpire, reclutava gli esecutori materiali dei furti, procurava i mezzi di trasporto idonei e si occupava del trasferimento dei pannelli in Marocco.
L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Daniele Rosa è iniziata nel marzo 2016 a seguito di quattro furti di pannelli solari tra le province di Livorno e Pisa, avvenuti tra il 25 marzo ed il 7 aprile 2016, proprio quelli organizzati dal trentottenne, commessi con una tecnica molto simile uno con l’altro. Proprio da come si muovevano i ladri, gli investigatori hanno ipotizzato che gli autori fossero sempre gli stessi: avevano competenze specifiche in quel settore merceologico, nonché capacità logistiche ed organizzative adeguate per il trasferimento della particolare ed ingombrante refurtiva.
Al termine dell’indagine i carabinieri del nucleo investigativo hanno individuato dieci batterie di ladri che commettevo furti ai danni di impianti fotovoltaici, composte da cittadini marocchini, interconnesse tra loro, convergenti in un’unica struttura organizzata.
La stima è di 15mila pannelli solari rubati da marzo 2016 a oggi, 6mila dei quali ritrovati dai carabinieri grazie a perquisizioni e controlli sia in Italia che all’estero: tutta la refurtiva aveva un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro, ma l’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di recuperare dispositivi per 3 milioni.
I colpi non sono stati messi a segno solo a Livorno e a Pisa, ma anche in altre tredici province (Asti, Bari, Campobasso, Cuneo, Frosinone, Lecce, Pescara, Potenza, Salerno, Taranto, Terni, Verona e Viterbo) per un totale di dieci regioni coinvolte (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Piemonte e Puglia).
Alla fine, dopo mesi di pedinamenti e intercettazioni, nel novembre scorso vennero arrestati 90 marocchini con l’accusa di associazione per delinquere e furto aggravato: 40 in flagranza (28 dei quali in Italia e gli altri 12 all’estero mentre trasportavano la refurtiva) e 50 in seguito alle ordinanze di custodia cautelare.
A distanza di cinque mesi dal maxi blitz anche l’ultimo tassello è andato a completare il quadro investigativo. Ahmed Hamli dopo l’arresto è stato trasferito nel carcere di Poggioreale in attesa che inizi l processo a carico dell’organizzazione che si svolgerà a Livorno.
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