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Niente braccialetto da tre settimane è ancora in prigione
È ancora in carcere Edoardo Bronchi, l’autista di 43 anni arrestato dai carabinieri all’alba del 18 marzo scorso dopo essere entrato a casa della ex fidanzata, nella zona di Montenero, e averle...
È ancora in carcere Edoardo Bronchi, l’autista di 43 anni arrestato dai carabinieri all’alba del 18 marzo scorso dopo essere entrato a casa della ex fidanzata, nella zona di Montenero, e averle spaccato tre costole al culmine di una scenata di gelosia dopo la fine della loro relazione. Questo nonostante il giudice Fabrizio Nicoletti, al termine dell’udienza di convalida avvenuta due giorni dopo l’arresto, avesse disposto il trasferimento del quarantatreenne agli arresti domiciliari, disponendo che questo sarebbe avvenuto solo nel momento in cui gli fosse applicato un braccialetto elettronico che ne impedisca l’allontamento dall’abitazione. «Spesso queste pratiche – conferma l’avvocato difensore Luciano Picchi – sono lunghe perché la disponibilità di questi strumenti è limitata». E infatti, a distanza di tre settimane dalla decisione l’uomo è ancora in carcere. E ad oggi è difficile ipotizzare quando il braccialetto sarà disponibile e quando i tecnici di Telecom istalleranno il modem collegato al dispositivo che sarà posizionato all’interno della casa della sorella dell’uomo, nella provincia di Pisa.
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