Il Tirreno

Livorno

Crisi in centro, Upim dimezza il personale: a casa in sei

di Francesca Suggi
Crisi in centro, Upim dimezza il personale: a casa in sei

Livorno, il punto vendita di via Marradi resta con 8 dipendenti. L’azienda: si tratta di una riorganizzazione, non chiuderemo

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LIVORNO. La crisi arriva anche là. In quei locali di via Marradi, nel cuore dello shopping livornese, che portano uno dei marchi più nazional popolari d’Italia, quella Upim (Unico prezzo italiano Milano) dove sono entrate e uscite generazioni di livornesi con le buste al braccio. Proprio come le donne del Poster di Claudio Baglioni “due donne stan parlando con le braccia piene di sacchetti dell'Upim”. del 1975.

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Gli anni del boom sono ormai passati. La concorrenza è martellante e i conti non tornano più: delle 14 dipendenti che lavoravano a due passi da piazza Attias, sei sono state licenziate. Erano tutte a tempo indeterminato. Sei vite stravolte, nella maggioranza dei casi, che, da un giorno all’altro, devono reinventarsi. Come è accaduto alle colleghe di Ovs, il grande magazzino di via Grande (i proprietari del marchio commerciale sono gli stessi di Upim) chiuso definitivamente lo scorso 19 marzo.«L’azienda ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per esuberi: la scelta è stata motivata molto chiaramente da ragioni economiche», a fare il punto è Marco Ghezzani (Filcams Cgil) che ha seguito punto per punto la vertenza sindacale, alla quale hanno partecipato anche Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

«Diciamo che nell’arco di un mese è accaduto tutto, abbiamo avuto 3 incontri con i vertici della società: l’azienda ha annunciato gli esuberi e sei persone sono state licenziate, c’è da dire che qualcuna di loro, vista la situazione è andata via in maniera volontaria con un accompagnamento», continua. E aggiunge: «Alle dipendenti è stata prospettata una ricollocazione in altri punti vendita in giro per la Toscana, ma per esigenze personali e familiari hanno rifiutato». Ecco che un altro maxi punto vendita del centro cittadino trema. «Al lavoro restano otto persone, poche per un grande magazzino come quello», aggiunge Sabina Bardi della Uiltucs. E rispetto al futuro delle dipendenti licenziate le organizzazioni sindacali non hanno certezze.

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«Possiamo dire che l’azienda ci ha garantito che se in futuro la situazione economica migliorerà e ci sarà bisogno di nuovo personale, avranno la precedenza le addette licenziate». In merito alla riorganizzazione del personale nel negozio Upim, è la stessa azienda Ovs spa, con sede a Mestre (Venezia) a conferma che intende proseguire regolarmente le proprie attività nella location in via Marradi con il marchio Upim. «Non è nostra intenzione chiudere il punto vendita di via Marradi - dicono - Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento in città per lo shopping vantaggioso per la famiglia».

La notizia lascia l’amaro in bocca. Ancora posti di lavoro che si perdono. E un centro città che ancora viene toccato dalla crisi. «La questione è sempre la stessa - commenta Alessandro Ciapini, direttore di Confesercenti - la grande distribuzione alla fine non crea ricchezza: si insedia nei territorio e non appena cambiano le strategie aziendali, si licenzia. Nei negozi di vicinato la mentalità è diversa: prima di mandare a casa un dipendente piuttosto i titolari si tagliano gli stipendi». E chiude: «Rivitalizzare il centro vuol dire investire sui negozi di quartiere, sulle agevolazioni in termini di Tari, Tosap: noi da tempo lo chiediamo ma non veniamo mai ascoltati».
 

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