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Picchia la ex incinta e la butta giù dalle scale: arrestato
Christian Caleo, 38 anni, arrestato dalla polizia nella notte tra domenica e lunedì. La donna il mese scorso lo aveva lasciato e si era trasferita a casa della mamma
LIVORNO. La furia di Christian Caleo, 38 anni, non si è fermata nemmeno davanti alla gravidanza dell’ex convivente, giunta ormai al quarto mese. Anzi. Dopo aver distrutto l’appartamento dove la donna è andata a vivere, assieme alla madre, dopo la fine della relazione, l’ha presa a schiaffi, picchiata con il manico di una scopa e infine buttata giù dalle scale rompendole un dente e soprattutto mettendo seriamente a rischio la vita del bambino. È così che la sera di Pasqua si è trasformata in una notte di terrore per una trentacinquenne livornese e per la mamma, 64 anni (non scriviamo i nomi per tutelare la loro privacy, in quanto vittime delle violenze).
Il trentottenne da lunedì si trova nel carcere delle Sughere, arrestato dalla polizia con l’accusa di maltrattamenti, lesioni, violenza privata e stalking. Secondo la ricostruzione della polizia, coordinata dal pubblico ministero di turno Daniele Rosa, tutto è cominciato all’ora di cena di domenica quando il trentottenne si è presentato sotto casa della ex, nella zona delle Sorgenti. «Voleva incontrarmi – ha raccontato la vittima agli investigatori – poi se n’è andato».
Purtroppo però, il trentottenne è tornato intorno alle due del mattino dopo aver tempestato la ex di telefonate e messaggi. L’ipotesi – confermata dalla donna – è che il trentottenne si trovasse in uno stato di alterazione psicofisica. «Ha iniziato a suonare il campanello – ha spiegato la donna terrorizzata – e poi ha iniziato ad urlare dalla strada». Purtroppo, invece di chiamare subito le forze dell’ordine, la vittima forse nel tentativo di calmarlo, l’ha fatto entrare. È bastato che l’uomo mettesse piede nell’abitazione perché iniziasse a sfogare tutta la sua rabbia.
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La ricostruzione degli investigatori, da questo momento in poi, è un crescendo di violenze gratuite: gli schiaffi, le botte con il manico della scopa. E poi ancora insulti e minacce nei confronti della madre della vittima intervenuta per difenderla. I mobili distrutti del soggiorno. E poi ancora gli spintoni ai danni della sessantaquattrenne. Ma il peggio – se possibile – è arrivato qualche ora più tardi. «Per tutta la notte – ha confessato la vittima – è tornato a casa nostra e ha iniziato a colpire la porta d’ingresso». Non è chiaro il motivo che ha spinto la trentacinquenne, nonostante quello che fosse accaduto poco prima, a far entrare nuovamente l’ex all’interno dell’appartamento.
Ma è intorno alle quattro e mezzo del mattino che Caleo l’ha spinta giù dalle scale facendola cadere e andando a colpire con il volto il davanzale del mezzanino. Ma c’è di più perché a questo punto il trentottenne non pago delle violenze, nel tentativo di impedire alle due donne di chiamare i soccorsi avrebbe strappato i due telefoni dalle loro mani distruggendo poi uno dei due. La donna ricoverata in ospedale, è stata prima visitata in ginelocogia e poi trasferita nel reparto di maxillofacciale. Secondo i medici, per fortuna, la gravidanza non ha subito conseguenze e dunque non ci sarebbe alcun rischio per il bambino. Mentre la prognosi per quello che riguarda le lesioni dovrà essere valutata. Nella mattinata di mercoledì 4 aprile, invece, Caleo si è presentato in tribunale per l’udienza di convalida davanti al giudice.
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