Mayor Von Frinzius superstar, è un giro d'Italia a teatro e in televisione
Livorno, Paolo Ruffini e i ragazzi della compagnia inclusiva: tutto esaurito con il varietà "Up & Down". Ecco il racconto dei protagonisti
LIVORNO. David Raspi lascia tutti a bocca aperta nel salotto del Maurizio Costanzo Show: si cimenta in “Nessun dorma”di Puccini. Il pubblico in sala si alza in piedi. Scrosci di applausi anche per Andrea Lo Schiavo con le sue imitazioni di Celentano, Banfi (accanto a lui sul palco) e Totò. Insieme a Federico Parlanti sono le tre facce dei Mayor Von Frinzius che raccontano sulla rete Mediaset quel teatro inclusivo, senza barriere, che li sta portando in giro per i più importanti teatri d’Italia. Loro sono 3 dei sei attori disabili protagonisti del successo di Up & Down, quel varietà che vede al centro della scena lo showman Paolo Ruffini.
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E il comico attore livorneseì è là, in vetrina, con loro. «In questo varietà io dichiaro al pubblico di voler dimostrare tutte le mie abilità, in realtà loro cercano di sabotarlo mostrando di essere molto più abili di me: mi rendo conto che siamo circondati da tante persone che sono disabili alla felicità, al sorriso, alla leggerezza e quindi ho capito che siamo tutti un po’ up e un po' down», racconta al Tirreno, al giornale della sua città,
Paolo Ruffini. La sua riflessione-spettacolo su chi è abile e chi disabile fa il giro dello stivale. Cavalca i salotti di Domenica In, di Licia Colò, di Amadeus, del Maurizio Costanzo, di Colorado.
Si racconta sui Tg nazionali, presto sarà nel talk show domenicale di Barbara D’Urso. Insomma un successo inaspettato che parte dai sold out delle date al teatro Sistina di Roma, al Nazionale di Milano (dove saranno questa sera e domani) e in decine di palchi d’Italia fino all’autunno. «Mi auguro che venga inserita anche una data di questo spettacolo a Livorno, sarebbe un coronamento arrivarci dopo i successi di Milano e Roma», a dire la sua è Lamberto Gianniniil deus ex machina di questa compagnia nata 21 anni fa nata da un’intuizione che si è ispirata a Pasolini: «Facevo teatro già da 10 anni - dice - E sentivo che c’era qualcosa di falso, avevo bisogno di trovare una forma di verità che poi è stata quella di dare una prospettiva diversa alla marginalità, per evitare il ghetto». Ieri, oggi. I Mayor Von Frinzius, quella compagnia di teatro inclusiva, partita dal Goldoni è conosciuta in tutto lo stivale.
Grazie al motore Ruffini. «Quando sono andato al Sistina ho realizzato che stava succedendo una cosa importante e ho visto i miei ragazzi affrontare tutto con estrema professionalità, concentrazione, disinvoltura», continua Giannini. Dal palco di una sagra a quelli più prestigiosi i ragazzi hanno imparato ad andare sul palco da professionisti. «Prima era un giochino - aggiunge - adesso i nostri attori vanno a microfonarsi da soli, non sbagliano una luce, sanno che cosa è la tecnica, sono disinvolti davanti alla telecamere». È quell’emozione che fa piangere il pubblico in sala. Che tocca le corde dell’anima. «Il mio sogno è quello di arrivare con tutti e 90 gli attori dei Mayor proprio sul palco del Sistina: l’arte serve per rincorrer i sogni», prosegue il regista che di mestiere fa l’insegnante al lieco Enriques. Oggi sono 6 gli attori disabili protagonisti insieme a Paolo Ruffini del varietà “Up & Down”: sono David Raspi, Andrea Lo Schiavo, Federico Parlanti, Giacomo Scarno, Erica Bonura e Simone Cavaleri.
Poi ci sono altri 4 attori che si alternano, il mattatore Ruffini e al seguito c’è Giannini che ha scritto questo spettacolo a 4 mano con Paolino. Abili, disabili: è una riflessione. È uno scambio. È un recuperare quella confidenza con la vita e quella bellezza che a volte sfuggono. «Sembra di avere scoperto chissà cosa - dice Ruffini in un momento di pausa dalle prove dello spettacolo - Lo scopo è quello di sdoganare da una certa cricca elitaria questo tipo di spettacoli e portarli in una dimensione pop, commerciale: lo spettacolo ci sta dando veramente tante soddisfazioni». E lo slogan coniato da Ruffini e sparato in ogni momento pubblico: «Queste persone non sono molto normali perché sono livornesi - ci scherza su - Vivere questo tour per me è un’esperienza pazzesca, perché la vita può essere feroce, o ferocemente meravigliosa: oggi dico che gli spaghetti in bianco sono buonissimi, che è bello sedersi e guardare un panorama, accorgersi della bellezza che ci sta intorno vuol dire produrre altra bellezza, sorridere di più. È una terapia stupenda anche per me, per il pubblico: queste persone hanno una confidenza con la vita che a noi spesso sfugge». Ruffini ringrazia l’amico Giannini. Lamberto fa lo stesso con Paolino. «Era arrivato il momento giusto per fare un capolavoro del genere».
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