La lunga notte di Livorno-Siena
Intanto la famiglia Spinelli respinge le dimissioni di Pecini, possibile il ritorno del dg
Annoiarsi con Aldo Spinelli è impossibile. Quando sembra che davvero abbia fatto non uno ma 10 passi indietro, eccolo che spunta con la sua sagoma dal buio e ti guarda come a dire “credevi eh...?”.
Già, perché in tutta questa storia la vera notizia è il ritorno di Aldo Spinelli. Che in un colpo solo ha di nuovo scavalcato il figlio Roberto e naturalmente Nicola Pecini. Questo sta a significare due cose: 1) Aldo Spinelli è disposto a delegare finché fila tutto liscio, ma se le cose non vanno come vuole allora col cavolo che lascia fare, 2) L’era Spinelli non è finita.
A nostro avviso l’irruzione di Aldo, ci stava. Nel senso: il Livorno da gennaio a oggi è stato un ectoplasma (lo dicono i numeri e le prestazioni), la scossa delle dimissioni di Sottil è durata come un nigeriano sugli sci perché dopo gli ottimi 90’ col Giana è arrivato il tremendo flop di Piacenza. Insomma, il 2-0 col Giana rischiava di essere l’eccezione e le sconfitte (con Pontedera, Cuneo, Pro Piacenza, squadre di bassa fascia) invece una regola. Capite dunque che mandare via l’allenatore ci stava e probabilmente Pecini avrebbe anche concordato su questa scelta.
Su modalità e tempi si può discutere. Con un pizzico di “tatto” in più (magari nel concordare l’esonero insieme), è probabile che Pecini non si sarebbe dimesso. Ma attenzione perché il dg potrebbe anche rientrare. Ieri sera da Genova la famiglia Spinelli ha fatto sapere che «le dimissioni di Nicola Pecini sono assolutamente respinte, la squadra è in piena corsa per la serie B e vogliamo che chi ha costruito questa squadra continui a far parte del progetto nella speranza di centrare tutti insieme l’obiettivo». Fino a metà pomeriggio Pecini sembrava irremovibile sul suo addio, ma una serie di attestati (tifoseria compresa) potrebbero convincerlo a tornare indietro.
Intanto la partita di stasera dirà tanto, molto. Dalla formazione di partenza capiremo ad esempio quanta autorità e autonomia ha Luciano Foschi. Perché è chiaro che molti vedono nelle ultime mosse di Spinelli un modo di “telecomandare” il Livorno da Genova. Ma non ci risulta che sarà così, crediamo che il nuovo tecnico farà le sue scelte in piena libertà. Senza condizionamenti.
Quanto possa incidere Foschi stasera a livello tattico, ci sembra una percentuale degna del Popolo della Famiglia alle elezioni: zero virgola. Ha diretto un allenamento, forse farà fatica anche a riconoscere il volto di Gemmi da quello di Bresciani. Cosa mai gli si può chiedere? La nostra sensazione, soprattutto dopo le ultime due partite, è che il Livorno scriverà il suo destino non in base a moduli o schemi ma in base alla testa con cui scende in campo. Perché se giochi con l’intensità vista a Gorgonzola, allora vai lontano. E questo dipende soprattutto dai giocatori. Ecco perché stasera la Grande Risposta l’aspettiamo soprattutto dalla squadra. Forza.
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