Il presidio
Coltelli, sangue e paura «Pensavo mi uccidessero»
Il racconto del testimone che ha assistito all’inseguimento in via degli Avvalorati Così sono stati arrestati i tre presunti responsabili: forse un regolamento di conti
LIVORNO . C’è una testimonianza, finita agli atti, che dà la misura di quello che è successo mercoledì sera intorno alle 19,30 tra via del Pantalone e via degli Avvalorati, ennesimo episodio di violenza in centro negli ultimi mesi. Stavolta avvenuto a tre passi dal Comune e dieci da via Grande, in teoria il cuore commerciale e politico della città.
«Ho visto una persona che correva per strada in mutande, tutta insanguinata e altri tre che lo seguivano, in mano avevano delle spranghe, forse coltelli. Anche loro erano sporchi di sangue e in faccia avevano delle piume appiccicate».
È vedendo questa scena che il passante, impaurito, si è rifugiato in fretta e furia nella sua auto dando poi l’allarme al 113. «Pensavo volessero uccidere anche me».
È iniziata da questa segnalazione la caccia ai responsabili dell’accoltellamento di un tunisino di 22 anni finito in ospedale con ferite all’inguine, sulla schiena e sopra all’occhio destro. Tagli talmente profondi che al pronto soccorso sono stati necessari 80 punti di sutura per bloccare la perdita di sangue.
In carcere, con l’accusa di rapina aggravata e lesioni gravissime sono finiti tre cittadini nord africani bloccati intorno alle 20 sugli scali Finocchietti mentre cercavo di fuggire: Hazim Amal, 28 anni, tunisino, Khalid Jarmouni, 24 marocchino, e Hakim Abdehadi, 21, anche lui marocchino.
Ma l’ipotesi di un’aggressione casuale – la polizia ha sequestrato un coltello – con il passare delle ore sta lasciando spazio a una ricostruzione ben diversa che racconta di un agguato pianificato che potrebbe avere come movente un regolamento di conti. Troppe le cose che non tornano.
La vittima, infatti, ha raccontato di essere stato avvicinato dai tre con una scusa. «Hai una sigaretta?». Il ventiduenne, a questo punto, nonostante le coltellate è riuscito a divincolarsi perdendo prima il giaccone e poi anche i pantaloni. Ma invece di lasciarlo andar via e prendere la refurtiva (il portafogli con duecento euro, il passaporto e uno smartphone) gli aggressori hanno continuato ad inseguirlo. Per prendere cosa se era mezzo nudo?
C’è poi un altro elemento su cui la polizia nei prossimi giorni farà degli accertamenti. I tre arrestati, tutti irregolari sul territorio italiano, abiterebbero nella zona di Lucca, tanto da aver nominato avvocati di quella zona. Ecco perché sta prendendo piede l’ipotesi che si sia trattata di una spedizione punitiva.
Di quello che è successo sono rimaste vicino ai portoni le tracce di sangue, l’indignazione dei residente e il racconto terrorizzato del testimone.
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