Ecco come funzionano per incidenti e liti
Gli occhi elettronici saranno attivati dagli stessi autisti. C’è pure il viva voce collegato alla centrale
LIVORNO. Le telecamere montate a bordo dei bus possono essere attivate dall’autista, premendo un tasto accanto al volante, in caso di aggressioni o atti violenti sull’autobus: a questo punto viene filmato tutto ciò che succede a bordo del mezzo, quindi nel sistema di videosorveglianza entrano anche i passeggeri. La cabina dell’autista non viene ripresa. Un’altra funzione del cosiddetto “pacchetto sicurezza a bordo” è quella del sistema Avm (automatic vehicle monitoring): nell'ambito del trasporto pubblico locale, effettuano anche il monitoraggio del servizio esercitato dal veicolo (in forma di singoli turni macchina).
«Praticamente tramite un sistema Gps satellitare - spiega il presidente Ctt Nord Andrea Zavanella - l’Avm consente di gelocalizzare sempre i nostri i mezzi».
Inoltre a bordo c’è anche un pedale non visibile che l’autista, sempre in casi di emergenza, può schiacciare senza farsi notare dai passeggeri: una volta premuto l’autobus viene collegato in viva-voce con la centrale operativa dell’azienda che ascolta tutto quello che succede a bordo e può informare le forze dell’ordine per un intervento tempestivo.
Disagi e tensioni a bordo a parte, nel “pacchetto sicurezza” sui mezzi Ctt esiste un dispositivo che filma in caso di incidenti che si attiva da un accelerometro, uno struemento elettronico integrato, collegato al dispositivo satellitare che misura le accelerazioni e decelerazioni del veicolo su cui è installato.
«In caso di una brusca frenata, di un violento urto si attiva la telecamera: questo ci serve nel caso di incidenti», continua. «Ribadisco che noi lavoriamo sul versante sicurezza a 360 gradi: voglio ricordare che sono praticamente raddoppiati i casi di aggressioni e offese ai nostri addetti e che come azienda abbiamo un sacco di casi di dipendenti che si mettono a casa, in malattia, a seguito di quello che subiscono: anche questo aspetto grava e non poco sull’azienda, senza contare l’importante attività di verifica che si può fare attraverso le telecamere».
È soprattutto la figura del controllore (verificatore) quella più esposta ad aggressioni e tensioni. «Con i nostri dipendenti in malattia i turni di verifica a bordo ovviamente calano, senza contare che non abbiamo molti lavoratori-volontari in questa mansione, anche alla luce dei fatti - e vai nei dettagli - Questo porta tre tipi di conseguenze all’azienda, da una parte le entrate che calano perché si fanno meno verifiche a bordo su chi ha il biglietto e su chi non lo ha, abbiamo tanti dipendenti in malattia e anche l’immagine dell’azienda viene penalizzata». In conclusione, secondo Zavanella, installare il prima possibile le telecamere a bordo fa bene a tutti. «I nostri lavoratori, dal canto loro, devono fare la loro parte: ovviamente all’esterno dei mezzi saranno messi dei cartelli che avvisano della presenza delle telecamere». (f.s.)
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