Il Tirreno

Livorno

Diverbio sull’autobus controllore in ospedale e anche il passeggero

di Francesca Suggi
Diverbio sull’autobus controllore in ospedale e anche il passeggero

La dipendente del Ctt viene assalita mentre chiede il biglietto Denunciato un 38enne cinese che replica: «Io mi sono difeso»

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LIVORNO. Una lite sul bus. Due versioni. Di sicuro due persone finite all’ospedale. Da una parte c’è una dipendente del Ctt Nord, di 40 anni, che una volta a bordo del mezzo, insieme ad un collega, comincia a controllare i biglietti e dice di essere stata aggredita da un passeggero. Dall’altra c’è un 38enne, di nazionalità cinese, invalido e con problemi motori ad una mano che, attraverso il fratello perché non parla italiano, dice si essersi difeso, di avere una frattura ad un piede e mostra il referto della Asl.

Nel mezzo sicuramente c’è la denuncia di quest’uomo, da parte dei carabinieri, per violenza e resistenza a incaricato di pubblico servizio. E pure l’annuncio che oggi il 38enne di nazionalità cinese, insieme alla famiglia, andrà a fare la sua di denuncia, contro la dipendente del Ctt. Insomma, ognuno dà la colpa all’altro.

LA LITE. La lite, comunque, scoppia all’altezza di via de Larderel. Alla fermata salgono sul bus i due controllori, sulla linea Lam Blu. «La nostra dipendente ha riferito di avere chiesto il biglietto a questa persona e di tutta risposta di essere stata aggredita - racconta Bruno Bastogi (Ctt) - Addirittura il cinese le ha strappato il blocchetto delle multe di mano». La versione è confermata dagli stessi carabinieri che sono intervenuti. Sì, perché, a seguito della lite, il mezzo pubblico si è dovuto fermare in piazza della Repubblica: una volta scesi entrambi, il 38enne ha continuato ad aggredire la donna. In quel momento passava di lì un carabiniere libero dal servizio che ha cercato di calmare il cinese, chiamando in ausilio una pattuglia dei carabinieri. «La nostra dipendente aveva la giacca tutta strappata, un dito contuso e un pugno le ha sfiorato il viso: ha avuto una prognosi di 5 giorni», continua. «Purtroppo il lavoro dei controllori, a bordo, è diventato molto delicato - continua - Senza eccessi come questo episodio, ma gli affronti verbali sono all’ordine del giorno». Bastogi reclama rispetto: «Io dico, se uno non ha biglietto e viene beccato, deve prendersi il verbale e basta: sa che rischi corre».

L’AGGRESSORE SI DIFENDE. Pinliang Zhang è il fratello dell’uomo cinese finito nei guai. È una famiglia di commercianti, hanno bar e locali e sono a Livorno da più di 30 anni. «Mio fratello non parla italiano ed è invalido dalla nascita, mi chiedo come abbia fatto ad aggredire, viste le condizioni in cui è: non può usare neppure una mano», premette. Rispetto all’evento mostra un referto della Asl: «Ha la frattura dell’osso cuboide e un tutore al piede: lui mi ha raccontato di essersi difeso e che è stato preso a calci». Di sicuro oggi l’uomo, insieme al fratello, andranno a fare la loro denuncia. «Noi denunceremo chi ha preso a calci mio fratello invalido», chiude.

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