Il Tirreno

Livorno

LA SCADENZA-INCUBO PER LA PICCOLA NAUTICA 

Le barche devono traslocare a fine settembre

Le barche devono traslocare a fine settembre

Il Comune pensa di avere l’asso nella manica (ma Gallanti commissario aveva poteri da presidente)

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LIVORNO. «Il 30 settembre è la scadenza che l’Authority ci ha dato per andar via: che dobbiamo fare?». È il punto interrogativo che rimbalza ovviamente nelle teste dei tanti appassionati allo Yacht Club: la gente chiede consiglio al sindaco. Ma, siccome il cronista è in sala, Il sindaco Filippo Nogarin si salva in corner: «Ve lo dico quando ci vediamo a cena. Speriamo che ci si rimetta a un tavolo con Azimut».

Chissà cos’avrà in testa il sindaco: forse un fuoco di fila di carte bollate? Sembra quello il dente sul quale batte la lingua di Nogarin. Ma non perché gli dolga: anzi, il contrario. Racconta a modo suo l’esito del ricorso contro l’Authority in cui il Tar gli ha dato parzialmente ragione. Lo sbandiera come un trionfo («e sembrava impossibile») e sulla questione del porto turistico fa capire di avere un asso nella manica. Quale? Non lo dice.

Subito dopo però dice che con tutti questo turbinar di battaglie legale si sente ormai «un po’ azzeccagarbugli» e si avventura a ricordare che la delibera del comitato portuale sull’affidamento a Azimut Benetti della concessione per il porto turistico nel Mediceo è stata presa quando l’avvocato Giuliano Gallanti «non era formalmente il presidente dell’Authority perché era in “prorogatio” e come commissario aveva poteri ordinari». Nogarin lo vede come «uno snodo legale sul quale potremo divertirci in futuro»: in realtà, secondo fonti solitamente bene informate, Gallanti era stato nominato per la seconda volta commissario alla metà del novembre del 2015 e dunque era in carica con i poteri di commissario, che nel maggio precedente il ministro si era premurato di specificare come esattamente uguali a quelli del presidente.(m.z.)



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