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Pardini (Cisl): Porto 2000, basta con i ritardi
«Grandi benefici» potrebbero arrivare dallo sviluppo di Porto 2000, ma nel processo di privatizzazione ci sono «rallentamenti che ci preoccupano». A dirlo è Giovanni Pardini, numero uno della Cisl...
«Grandi benefici» potrebbero arrivare dallo sviluppo di Porto 2000, ma nel processo di privatizzazione ci sono «rallentamenti che ci preoccupano». A dirlo è Giovanni Pardini, numero uno della Cisl livornese, ricordando che «è dall'aprile dello scorso anno che l'Autorità Portuale ha assegnato, sia pure provvisoriamente, il 66% della proprietà complessiva di Porto 2000, a Moby e Nsc» ma «a distanza di 8 mesi, non è ancora stato formalizzato l'iter di assegnazione definitiva».
L’esponente cislino sottolinea che è in ballo un investimento da 90 milioni di euro. Ma al presente “viene meno un aspetto fondamentale del bando, quello della certezza degli ormeggi”. Il Prg ne assegna tre – due all'Alto Fondale (ormeggi 46 e 47), l'altro al terminal Calata Orlando, adesso dedicato alle merci varie - invece adesso Porto 2000 «può usufruire soltanto di due ormeggio, uno alla banchina 75, che, tra l'altro, può ospitare soltanto navi la cui lunghezza non sia superiore ai 227 metri e un altro all'Alto Fondale, in concessione Cilp».
Pardini dice che «In un contesto simile è impossibile fare seria programmazione: occorrono ormeggi certi, come giustamente reclamato dagli armatori». Tradotto: servono, come dice il Prg, i due all'Alto Fondale («dove possono approdare navi da crociera di oltre 300 metri»), il terzo al Tco. «Ciò – aggiunge – permetterebbe ai crocieristi di evitare tutti quei vincoli legati alla sicurezza esistenti attualmente; addirittura nel caso di navi approdate alla Calata Orlando i crocieristi potrebbero raggiungere la città a piedi, con tutte le positive ricadute economiche sulla città».
Secondo la Cisl Livorno deve essere «la località in cui ci si imbarca e sbarca, un po' come accade adesso a Genova e Venezia: ciò comporterebbe un indotto notevole, ad esempio dal punto di vista delle forniture». Se il Prg venisse rispettato – dice – ci sarebbero «potenzialità enormi», per Pardini Livorno «può ripartire soltanto dall'economia del mare, la vera ricchezza della città».
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