Porto Mediceo, parla il "popolo delle barche" - Video
Nel videoreportage di De Nigris parla il mondo delle barche attualmente presenti nel Mediceo: teomo che la trasformazione nel marina li tagli fuori
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LIVORNO. Il Porto Mediceo come porto di tutti. A dirlo sono le voci di esponenti del Circolo Nautico così come della Lega Navale e altre realtà e associazioni che hanno radici nel cuore antico dello scalo labronico. Nel videoreportage di Luciano De Nigris si ascoltano le voci di una serie di utilizzatori dell’attuale Porto Mediceo. Temono che la trasformazione di questo spazio nel futuro marina li possa tagliar fuori. E’ quel che dice, ad esempio, Roberto Cestari, socio del Circolo Nautico: “Non vorrei trovarmi a esser costretto a vendere le mia barca a vela. Certo, se si va a prezzi di ormeggio che non sono più quelli di un circolo bensì quelli di un marina di un certo tipo…”
Fabrizio Monacci, presidente della Lega Navale locale, ricorda che la sezione livornese è stata fondata nel 1907, fra i primi cinque a nascere in Italia. Paolo Catalano segnala la preoccupazione di dover lasciare il Porto Mediceo entro il 30 settembre e ricorda che “questi pontili li abbiamo realizzati noi con i nostri soldi contando sulla possibilità di utilizzarli”.
Alessio Bernabò, esponente della associazione Diversamente Marinai, e Massimo Ghelardi, rappresentante dell’associazione Playtime, mettono l’accento su cosa può significare il rapporto con il mare: nel caso del primo, il riferimento all’integrazione di persone svantaggiate; nel caso del secondo, l’impegno è per il recupero di minori che hanno avuto problemi con la giustizia.
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