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Livorno

Reati informatici e contraffazione

Reati informatici e contraffazione

Tanti esperti al convegno in Fortezza del Propeller Club  per contrastare due fenomeni criminali in crescita

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LIVORNO. Criminalità informatica, contraffazione e mezzi per contrastarle sono stati al centro di un convegno con ospiti internazionali, organizzato dal Propeller Club Port of Leghorn. I lavori, aperti dalla presidente del club Maria Gloria Giani Pollastrini hanno visto alternarsi otto relatori provenienti da Agenzie europee, Università, Dogana, Professioni e Associazioni di categoria. L’incontro, svoltosi nellasala Ferretti della Fortezza Vecchia, è stato moderato dalla giornalista freelance Veronica Ulivieri e dal responsabile Area Verifiche e Controlli dell’Ufficio delle Dogane di Livorno, Luigi I. Garruto.

Le nuove tecnologie e le diverse modalità di circolazione del denaro hanno cambiato anche i canali di esercizio della criminalità. Come ha spiegato nell’introduzione ai lavori Giuseppe Napoleoni - direttore interregionale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la Toscana, Sardegna ed Umbria – «un tempo per entrare nelle case altrui era necessaria un’effrazione fisica, scassinando porta o finestra; adesso è sufficiente un computer e un accesso alla rete in fibra ottica. Entrando per quei canali si arriva a dati sensibili e più facili da rintracciare perché concentrati in un solo dispositivo, con la possibilità persino di fare operazioni bancarie».

Ulivieri e Garruto hanno fatto un quadro di contesto sulla criminalità informatica: «Il 2016 è stato l’anno peggiore finora registrato su questo fronte. Vi sono stati 1050 attacchi con conseguenze gravi e con strumenti addirittura reperibili sulla stessa rete». Tra gli episodi più rilevanti, nell’ultimo periodo, si segnalano la criticità dei processori Intel, le interferenze nella campagna presidenziale americana, il furto di dati degli account di Yahoo e l'attacco al sistema di trasporto pubblico di San Francisco.

Per quanto riguarda la contraffazione, i dati indicano come - solamente in Europa – questo fenomeno rappresenti il 5% delle importazioni complessive delle merci. I destinatari sono sia i consumatori ignari, che quelli consapevoli di quel che stanno acquistando. Il valore delle merci falsificate è pari al 2,5 % del commercio globale. Dati interessanti su questo fenomeno sono venuti dagli studi compiuti da Transcrime, il centro ricerca dell’Università Cattolica Sacro Cuore fondato nel 1994. La contraffazione – come ha spiegato Marco Dugato, ricercatore di Transcrime – è un mercato sfuggente che vale 416 miliardi di dollari, pari al 2,5% del commercio globale (fonte OECD-EUIPO 2016). Di questa somma, 9 miliardi vengono dalle famiglie europee.

Dopo i saluti e l’apprezzamento del Comune con l’assessore allo Sviluppo Economico Francesca Martini, il tema si è spostato sulla sicurezza aeroportuale. L’amministratore delegato di Toscana Aeroporti, Gina Giani ha fatto il punto sulle strategie adottate dai due scali toscani (Pisa e Firenze) e sulle linee guida di Assaeroporti. Dal 2010 il tema della sicurezza informatica è tra le priorità. Lo “Impact assessment” dell’Unione Europea inserisce gli aeroporti tra le strutture a maggior rischio di attacco cibernetico. Nell’attesa che per il 2018 entri in servizio un “Centro europeo per la ricerca e lo sviluppo di competenze sulla sicurezza cibernetica”, i principi organizzativi rimangono quelli della resilienza, deterrenza e difesa.

Giani ha sottolineato che non sempre la classe dirigente, per via dell’età, è conscia della situazione e che forse sarebbe il caso di saltare l'organigramma su questi temi. Sarebbe «meglio investire che pagare un riscatto». Tra gli aspetti tecnologici è emerso che solo Toscana Aeroporti e una nota azienda di gelati in tutta la regione possiedono una “sandbox informatica”, tale da isolare i file sospetti in modo che non vadano a contaminare la rete. Edoardo Francesco Mazzilli (Direzione Centrale Antifrode e Controlli – Ufficio Investigazione Agenzia delle Dogane) ha tratteggiato il ruolo dell’ente nel contrasto ai fenomeni illeciti. Il direttore dell’Ufficio Dogane di Livorno, Giovanni Cassone ha fatto un quadro sulla contraffazione in chiave storica. Tra le soddisfazioni del Propeller Port of Leghorn, oltre a quella di avere i vertici nazionali delle Dogane, c’è stata anche quella di avere ospitato, per la prima volta in Italia, un esperto proveniente da una Agenzia europea: l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO), che ha sede ad Alicante. Massimo Antonelli, dipendente della Dogana distaccato all’EUIPO, ha illustrato alla platea gli strumenti per l’enforcement dell’Osservatorio istituito dall’ente per contrastare il fenomeno della violazione della proprietà intellettuale. L’avvocato Stefano Andres dello studio legale SIB di Firenze ha fatto un quadro della normativa italiana e della giurisprudenza: «L’adeguatezza della normativa italiana nei confronti del veloce evolversi del mercato apre sempre nuove sfide».

Alessio Carraresi, presidente di Confcommercio ha ricordato come i commercianti si confrontino quotidianamente col problema della contraffazione e le sfide dell’online. La presidente Propeller Maria Gloria Giani Pollastrini ha chiuso il convegno ringraziando i relatori, i moderatori e il pubblico che ha affollato la sala Ferretti.

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