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L’auto dell’Asl è pignorata e nessuno può rimuoverla
Livorno, il caso segnalato al Tirreno: da 7 anni la Polo è ferma nel parcheggio dell’ospedale L’azienda sanitaria voleva rottamarla ma scoprì che apparteneva a una ditta fallita
LIVORNO. «Purtroppo da qualche anno frequento l'ospedale. Dopo il vecchio ingresso del pronto soccorso (quello che passa sotto la cupola con la Madonna) vedo un'auto dell'Asl completamente abbandonata, con le ruote sgonfie e invasa dalle erbacce. Mi chiedo: se non serviva più, perché non rivenderla, anziché tenerla lì a marcire? Dalla targa e dal modello non mi pare vecchissima! E se invece era rotta e non funzionante, perché non ripararla, magari con l'ospedale che ha pure pagato il bollo...». Così il nostro lettore Nedo Falleni, nella pagina delle lettere, ieri denunciava la presenza di una Volkswagen Polo dell’Asl abbandonata da tempo dentro le mura di viale Alfieri.
Molti hanno pensato al tipico caso di cattiva amministrazione della cosa pubblica. E invece dietro quell’auto abbandonata c’è una storia assai più complicata, per certi versi paradossale, che fa sì che l’Asl oggi non abbia il potere di spostarla e neanche di chiamare un carro attrezzi per farla rottamare. Nonostante dal 2011 vari uffici abbiano preso in mano la pratica (ancora oggi aperta), finita anche sulla scrivania dell’allora direttore dell’ospedale Luca Bianciardi, pure lui alla fine impotente di fronte ad un’impasse amministrativo un po’ kafkiano.
Tutto inizia quasi vent’anni fa: nel 1998 la Polo bianca viene donata all’azienda sanitaria dalla Automatic Srl di via dell’Artigianato, allora concessionaria Volkswagen e Audi, alla memoria di Giorgio Matteucci, come ancora si può leggere sulle fiancate della vettura. L’auto viene assegnata all’unità cure palliative domiciliari e viaggia, viaggia fino a raggiungere 215mila chilometri. Dopo 13 anni di onorato servizio, nel novembre del 2011 la Polo si ferma. I tecnici dell’Asl valutano che i costi della riparazione non sono convenienti rispetto al valore di mercato dell’auto e così viene deciso di procedere con la rottamazione.
Ma a quel punto emerge un fatto imprevisto: l’auto non è dell’Asl. Nonostante l’Azienda sanitaria l’avesse utilizzata per 13 anni, abbia pagato bolli, assicurazioni, manutenzione e avesse apposto il suo logo sulle due fiancate. Il motivo è che la proprietà dell’auto non era mai stata formalmente trasferita all’Asl e sul pubblico registro automobilistico il proprietario risultava (e risulta ancora) il privato che l’aveva donata. Vale a dire l’Automatic Srl, storica concessionaria livornese, che nel frattempo però era incorsa in una procedura fallimentare.
In sostanza: la proprietà dell’auto era di una società fallita, che si era vista pignorare tutti i beni, tra cui la Polo che erroneamente l’Asl credeva di possedere. Dunque? L’Asl non ha potuto rottamare né spostare l’auto dal parcheggio dell’ospedale. Né ha potuto farlo il vero proprietario, il quale ha perso la titolarità del mezzo, finito nei beni a disposizione del collegio dei creditori. I quali tuttavia si sono ben guardati dall’impiegare risorse per smaltire un rottame. Il risultato è quello denunciato dal nostro lettore: l’utilitaria arrugginita, con le ruote forate, l’erbaccia all’interno, ferma in un parcheggio dell’ospedale. In attesa che Pubblico registro automobilistico, tribunale fallimentare, Asl e creditori trovino una soluzione per sbrigliare la matassa che negli ultimi 7 anni non è stata trovata...
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