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Livorno

Torna a rischio la Coopina di via Mastacchi

Torna a rischio la Coopina di via Mastacchi

L’allarme dei sindacati: «A giugno potrebbe chiudere, ma del nuovo negozio per ora non si sa nulla»

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LIVORNO. «Nei negozi di Livorno non ci sono criticità dal punto di vista economico. Nonostante questo, quando ci fu comunicato che poteva esserci un problema occupazionale, il direttore generale di Unicoop Tirreno Piero Canova ci disse che ci sarebbero stati investimenti in città per compensare. Ora invece siamo stati informati che se a giugno il negozio di via Mastacchi non raggiungerà i risultati prefissati, chiuderà». Monica Cavallini (Cgil) e Pieralba Fraddanni (Filcams Cgil) sono preoccupate: «Il comportamento dell’azienda è schizofrenico - dicono -. Agiscono in modo unilaterale, senza confronto. Ieri abbiamo saputo del passaggio di un negozio in Campania a un’azienda che applica un contratto non riconosciuto dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. L’anno scorso doveva chiudere via Mastacchi poi d’improvviso optarono per la chiusura di via Anna Frank, di cui mai avevano parlato. Ora torna in ballo il negozio di Corea. Il problema è che l’azienda non ha mai affrontato la ristrutturazione con i numeri alla mano, nessuno qui ha contezza del futuro. Di fatto il piano di ristrutturazione non è mai stato elaborato. Ci avevano garantito che avrebbero investito su Livorno con l’apertura di un nuovo negozio nella zona nord, che avrebbe permesso di assorbire gli esuberi. Ma non abbiamo notizie in merito».

Dopo la chiusura della Coop di Coteto, i dipendenti che lavoravano in via Anna Frank sono stati tutti ricoloccati nei vari supermercati cittadini. «Ma togliendo ore a chi poteva farne di più - sottolineano le due sindacaliste della Cgil -. Le ultime assunzioni in Coop sono state tutte part time, a 20 ore settimanali, roba da 700 euro al mese. Ma questi lavoratori, che sono anche senza integrativo, avevano la possibilità di aumentare il monte ore nei momenti di picco. Adesso, ore in più non ne possono più fare».

«Questa gestione senza rapporti non è usuale - sottolineano Cavallini e Fraddanni -. Conoscevamo un'altra gestione. Sappiamo che le criticità ci sono, ma vanno affrontate insieme sapendo che a Livorno i negozi Coop non vanno male. E i risultati sono positivi grazie alla disponibilità dei lavoratori che hanno accettato flessibilità e spostamenti».

(g.c.)

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