Il Tirreno

Livorno

«Alla Meloria i livornesi devono andarci gratis»

di Nicolò Cecioni
«Alla Meloria i livornesi devono andarci gratis»

Il consorzio nautico contesta le decisioni del Parco sul mini-dazio per le barchette «Non è vero che si paga in tutte le aree protette né che è un obbligo ministeriale»

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LIVORNO. «Alla Meloria si devono rispettare le norme che sono stabilite dal decreto istitutivo del parco. E in quel documento non si parla né di accesso a pagamento, né di regimazione. L'approdo o l'ancoraggio sono e devono rimanere liberi e senza limiti di numero». È un fiume in piena Piero Mantellassi, il presidente del Consorzio Nautico di Livorno.

Da dopo l’estate le imbarcazioni che si recheranno alla Meloria dovranno pagare un dazio, seppur minimo (12 euro per i residenti a Livorno, Pisa e Collesalvetti, con barche sotto i 10 metri). E Mantellassi, in rappresentanza del cosiddetto “popolo delle barchette”, non ci sta.

«Apprendiamo dal Tirreno che il presidente del Parco, Giovanni Maffei Cardellini, afferma che in tutte le altre aree protette si paga già una quota di accesso e che il permesso, così come la tassa, sono un obbligo imposto dal Ministero - attacca Mantellassi -. Ma non è affatto vero. Il regolamento che conta per il Ministero è solo quello istitutivo e in quel documento è scritto chiaramente che l'accesso dev'essere libero».

In questi giorni però è in fase di scrittura da parte dei vertici dell’ente Parco il disciplinare che va ad integrare il regolamento, come richiesto dal ministero dell’Ambiente, e nel quale appunto viene previsto un tariffario. Proprio la bozza di disciplinare è stata presentata nei giorni scorsi ai rappresentanti dei diportisti.

«Il dialogo con il Parco – continua Mantellassi – è stato insoddisfacente, ci vogliono prendere in giro. L'Ente, infatti, ha scritto per conto proprio un nuovo regolamento, lo ha mandato a Roma e lo ha fatto approvare dal Ministero. Adesso non si può dare la colpa al Ministero se sono cambiate le carte in tavola. Il nuovo regolamento, infatti, prevede l'accesso oneroso alla Meloria e la regimazione, ovvero un numero massimo di barche che possono ormeggiare o ancorarsi nella zona del Parco. Ma questo lo hanno deciso in modo arbitrario quelli dell'Ente, tra l'altro senza neanche comunicarlo al Comune. Come Consorzio abbiamo chiesto al sindaco Filippo Nogarin un incontro e lui ci ha confermato che nessuno è mai andato a chiedergli niente».

La cifra per avere il permesso è simbolica, ma il Consorzio non è disposto a fare un passo indietro su una questione che ritiene di principio. «Non è giusto che i livornesi debbano chiedere il permesso per andare in un luogo che rientra nel territorio del Comune di Livorno. Questo lo prevede il regolamento istitutivo, che tra l'altro dà lo stesso diritto anche ai cittadini colligiani e pisani. Nessuno deve essere costretto a pagare né per transitare né per sostare nel Parco, cosa che invece è scritta nel nuovo regolamento».

Mantellassi, poi, fa chiarezza sul concetto di ancoraggio e ormeggio. «Nel primo caso si getta un'ancora e si sta fermi in mezzo al mare in modo autonomo. Nell'altro, invece, servono delle boe, dei gavitelli o dei galleggianti ai quali legarsi per evitare di rovinare il fondale. Ma il Parco ha già detto che non metterà né boe né galleggianti. Dunque noi chiediamo di acconsentire il libero ancoraggio. Inoltre speriamo vivamente che si rinunci alla regimazione del numero delle barche che possono accedere contemporaneamente o quotidianamente alla Meloria».

Il Consorzio inoltre ha chiesto all'Ente Parco di consentire la pesca amatoriale, quella effettuata a bordo della barca. Un altro punto spinoso è quello che riguarda la delimitazione delle varie aree. «Le perimetazioni devono essere ben evidenti. La zona A è vietata e si può ben individuare perché ci sono 4 boe, al di là delle quali non si può andare. Poi ci sono la zona B e, ancora più grande, la C. Nella B il decreto dice chiaramente che ci si può ancorare o ormeggiare, ma crediamo che sia una zona eccessivamente frammentata. Bisogna semplificare, eliminando l'inutile frazionamento, anche perché molte barchette non hanno il Gps interno e non sanno orientarsi». Il Consorzio, comunque, è d'accordo che venga segnalata la presenza. «Noi siamo favorevoli – ha chiuso Mantellassi – a inviare una segnalazione al Parco su quante barche si recano alla Meloria. Il Ministero aveva detto che sarebbe bastata una semplice segnalazione via e-mail per indicare il modello della barca e i dati anagrafici del proprietario. Sono informazioni che possono servire all'Ente per fini statistici ed è corretto fornirle. Ma una cosa è dare una segnalazione, un'altra è chiedere il permesso, che può anche non essere concesso. Io comunque, ho già preso contatto con la sotto segretaria Silvia Velo per spiegarle la questione, spero che possa risolvere il problema».

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