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Rifiuti pericolosi a fuoco sul tir
L’incendio sull’Aurelia all’altezza di Castiglioncello. «Nessun danno ambientale»
CASTIGLIONCELLO. La strada è rimasta chiusa per mezza giornata. Non tanto per l’incendio in sé, quanto per le operazioni di spegnimento prima e di bonifica poi, visto il particolare materiale caricato – a quintali – nel cassone, classificato come rifiuto pericoloso. Tutto è iniziato intorno alle 9, quando un camion carico di lana di roccia ha preso fuoco sulla Variante Aurelia, poco a nord dell’uscita di Castiglioncello. Il mezzo è partito da Genova e si stava dirigendo a Vada, dove i rifiuti dovevano essere depositati in via preliminare per poi essere trasferiti in Germania.
Per fortuna non ci sono stati feriti: l’autista, intuito il pericolo dall’odore di bruciato che ha invaso il suo abitacolo, è riuscito a uscire dal mezzo e non ci sono state altre persone coinvolte. Per procedere allo spegnimento delle fiamme e alla successiva bonifica è stato necessario chiudere la strada e interrompere il traffico sulla statale, deviandolo all’altezza di Castiglioncello. Da capire che cosa abbia provocato l’incendio, su cui stanno lavorando i vigili del fuoco di Cecina intervenuti sul posto insieme alla polizia stradale di Livorno, mentre i carabinieri di Cecina hanno provveduto alla regolazione del traffico insieme ai dipendenti Anas. Il traffico è stato riaperto intorno alle 14.
La Prefettura di Livorno ha richiesto l’intervento dell’Arpat, per controllare che non ci fossero problemi di inquinamento ambientale. «I tecnici, dopo aver appurato che non vi era stato alcun rilascio di rifiuto in ambiente, hanno controllato il carico e dato indicazioni per il trasporto in sicurezza dell’intero camion all’impianto di destinazione originale», spiega l’agenzia in una nota. Nel trasferimento, però, qualche balla si è rotta facendo uscire il materiale. «I rifiuti contenuti all’interno degli stessi sono stati temporaneamente raccolti in un apposito scarrabile, per essere successivamente riconfezionati in big bags e accorpati alla parte integra del carico», rassicurano i tecnici Arpat, sciogliendo ogni dubbio circa potenziali pericoli all’ambiente.
(al.f.)
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