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Fuori regola uno su sei E ora arriva la batosta
di Enrico Paradisi
Redditi, mancano all’appello 1.300 famiglie. Al via orari extra
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LIVORNO. Il 31 dicembre si è conclusa l'anagrafe dell'utenza Casalp, il che significa che si è chiusa la raccolta della documentazione sulla situazione reddituale di tutti gli assegnatari di alloggi di edilizia popolare. Il dato che emerge è che su 7.929 assegnatari (dato che raccoglie tutta la provincia) risultano ad oggi 1.281 posizioni ancora da regolarizzare.
«Nonostante la nostra scelta di rendere più capillare su tutto il territorio la raccolta delle dichiarazioni reddituali – ha detto ieri mattina Vanessa Soriani, presidente di Casalp, affiancata per l'occasione dal nuovo direttore Massimiliano Lami – e di avere provveduto ad una comunicazione puntuale utilizzando tutte le forme di pubblicità possibili, purtroppo i risultati non sono dei più positivi».
Solo a Livorno, infatti, mancano all'appello 738 posizioni su 5.619 (4.881 quelle in regola), il che significa che questi assegnatari inadempienti di case popolari si vedranno recapitare una bolletta dal mese di gennaio maggiorata della sanzione, che può arrivare da un minimo di 57,98 euro a un massimo di 856,05 euro. Il valore medio del canone sanzionatorio ammonta a 368,95 euro.
E Livorno città, con una percentuale di canoni sanzionatori del 13% non è neanche la peggiore (la media della provincia è pari al 16%) dato che ci sono casi come a Campo nell'Elba dove il dato sale al 57% o a Piombino, dove su 831 assegnatari 175 non hanno presentato la documentazione, con una percentuale di sanzioni del 21%.
Considerando che il canone minimo è 40 euro per una casa popolare, per chi non ha presentato la documentazione potrebbe trattarsi di un aggravio notevole della bolletta.
Rispetto alle caratteristiche dell'alloggio viene applicato un importo pari al doppio del canone oggettivo. Non solo, l'azienda invierà a partire da lunedì prossimo l'elenco dei nominativi degli inadempienti a ciascun Comune, che potrà applicare una ulteriore sanzione pecuniaria e inoltre decidere di attivare le procedure della decadenza.
Nonostante siano scaduti i termini della presentazione della documentazione, Casalp, attraverso un'apertura straordinaria e un servizio dedicato di raccolta su tutti gli sportelli attivi, darà la possibilità comunque a tutti gli utenti di regolarizzarsi. Le aperture straordinarie sono previste solo per questo mese; nei mesi successivi i ritardatari potranno consegnare la documentazione negli orari canonici (i dati reddituali possono essere inviati anche via fax allo 0586-406063, o via mail all'indirizzo info@casalp.it e info.casalp@pec.it, oppure via posta ordinaria).
Dal momento che l'utente presenterà la documentazione richiesta, il ricalcolo del canone di locazione commisurato alla propria situazione reddituale partirà dalla bolletta del mese successivo. Significa che presentando ad esempio la dichiarazione nel mese di maggio, il ricalcolo avverrà dal mese di giugno e resteranno a carico dell'utente le prime cinque mensilità a canone sanzionatorio. La legge, infatti, prevede che solo in caso di gravi e documentati motivi di impossibilità a produrre la dichiarazione dei redditi, il canone venga ricalcolato a partire dal primo gennaio.
Naturalmente in parallelo prosegue l'attività di verifica delle dichiarazioni per cui Casalp, ha spiegato Soriani, in breve tempo sarà in grado di accedere alle banche dati in possesso dell'agenzia dell'entrate e effettuare un controllo massivo, cioè di tutti, e non più a campione come avveniva negli anni passati.
Sempre per cercare di dare un servizio alle persone in effettiva e grave situazione di disagio sociale, Casalp sta anche valutando la possibilità di effettuare durante tutto l'anno un servizio porta a porta dedicato alla eventuale raccolta di documentazione e alla verifica delle situazioni di regolarità dei fabbricati.
«Nonostante la nostra scelta di rendere più capillare su tutto il territorio la raccolta delle dichiarazioni reddituali – ha detto ieri mattina Vanessa Soriani, presidente di Casalp, affiancata per l'occasione dal nuovo direttore Massimiliano Lami – e di avere provveduto ad una comunicazione puntuale utilizzando tutte le forme di pubblicità possibili, purtroppo i risultati non sono dei più positivi».
Solo a Livorno, infatti, mancano all'appello 738 posizioni su 5.619 (4.881 quelle in regola), il che significa che questi assegnatari inadempienti di case popolari si vedranno recapitare una bolletta dal mese di gennaio maggiorata della sanzione, che può arrivare da un minimo di 57,98 euro a un massimo di 856,05 euro. Il valore medio del canone sanzionatorio ammonta a 368,95 euro.
E Livorno città, con una percentuale di canoni sanzionatori del 13% non è neanche la peggiore (la media della provincia è pari al 16%) dato che ci sono casi come a Campo nell'Elba dove il dato sale al 57% o a Piombino, dove su 831 assegnatari 175 non hanno presentato la documentazione, con una percentuale di sanzioni del 21%.
Considerando che il canone minimo è 40 euro per una casa popolare, per chi non ha presentato la documentazione potrebbe trattarsi di un aggravio notevole della bolletta.
Rispetto alle caratteristiche dell'alloggio viene applicato un importo pari al doppio del canone oggettivo. Non solo, l'azienda invierà a partire da lunedì prossimo l'elenco dei nominativi degli inadempienti a ciascun Comune, che potrà applicare una ulteriore sanzione pecuniaria e inoltre decidere di attivare le procedure della decadenza.
Nonostante siano scaduti i termini della presentazione della documentazione, Casalp, attraverso un'apertura straordinaria e un servizio dedicato di raccolta su tutti gli sportelli attivi, darà la possibilità comunque a tutti gli utenti di regolarizzarsi. Le aperture straordinarie sono previste solo per questo mese; nei mesi successivi i ritardatari potranno consegnare la documentazione negli orari canonici (i dati reddituali possono essere inviati anche via fax allo 0586-406063, o via mail all'indirizzo info@casalp.it e info.casalp@pec.it, oppure via posta ordinaria).
Dal momento che l'utente presenterà la documentazione richiesta, il ricalcolo del canone di locazione commisurato alla propria situazione reddituale partirà dalla bolletta del mese successivo. Significa che presentando ad esempio la dichiarazione nel mese di maggio, il ricalcolo avverrà dal mese di giugno e resteranno a carico dell'utente le prime cinque mensilità a canone sanzionatorio. La legge, infatti, prevede che solo in caso di gravi e documentati motivi di impossibilità a produrre la dichiarazione dei redditi, il canone venga ricalcolato a partire dal primo gennaio.
Naturalmente in parallelo prosegue l'attività di verifica delle dichiarazioni per cui Casalp, ha spiegato Soriani, in breve tempo sarà in grado di accedere alle banche dati in possesso dell'agenzia dell'entrate e effettuare un controllo massivo, cioè di tutti, e non più a campione come avveniva negli anni passati.
Sempre per cercare di dare un servizio alle persone in effettiva e grave situazione di disagio sociale, Casalp sta anche valutando la possibilità di effettuare durante tutto l'anno un servizio porta a porta dedicato alla eventuale raccolta di documentazione e alla verifica delle situazioni di regolarità dei fabbricati.
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