«In estate finestre serrate per i cattivi odori»
LIVORNO. È un quadro perfetto. Potrebbe essere la mano dei Macchiaioli a raffigurarlo: aperta campagna, tranquillità, la possibilità di raggiungere la città in pochi minuti. E ancora un’abitazione da...
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LIVORNO. È un quadro perfetto. Potrebbe essere la mano dei Macchiaioli a raffigurarlo: aperta campagna, tranquillità, la possibilità di raggiungere la città in pochi minuti. E ancora un’abitazione da favola immersa in un parco. Eppure anche in via degli Agricoltori l’azienda Lonzi ha reso impossibile la vita alle famiglie residenti. Ce lo racconta Sara Tredici che tra quella natura è cresciuta e dove sta crescendo anche sua figlia.
«Qui tutto è perfetto, anzi sarebbe stato perfetto, se non ci fosse stata quell’azienda che ci ha persino obbligato in estate a tenere le finestre chiuse, a causa dei cattivi odori nell’aria. Si percepiva bene un odore di solvente - racconta - Per non parlare di quando si sviluppavano all’interno i famosi incendi».
Tredici ripensa alla sua infanzia. Trascorsa in bicicletta tra quei sentieri e quelle strade dove di rado passavano le auto.
Un divertimento assoluto. «C’è un legame affettivo fortissimo con questo luogo, tante volte mio marito mi ha proposto di vendere tutto e trasferirsi altrove, ma non ce la faccio: bisogna lottare. Lonzi da qui se ne deve andare». E ancora: «Ho sempre pensato che vivere qui fosse una fortuna». Chiude Gabriella Bucini: «Quando c’erano quei misteriosi incendi - dice con ironia - Qui noi chissà cosa abbiamo respirato».
«Qui tutto è perfetto, anzi sarebbe stato perfetto, se non ci fosse stata quell’azienda che ci ha persino obbligato in estate a tenere le finestre chiuse, a causa dei cattivi odori nell’aria. Si percepiva bene un odore di solvente - racconta - Per non parlare di quando si sviluppavano all’interno i famosi incendi».
Tredici ripensa alla sua infanzia. Trascorsa in bicicletta tra quei sentieri e quelle strade dove di rado passavano le auto.
Un divertimento assoluto. «C’è un legame affettivo fortissimo con questo luogo, tante volte mio marito mi ha proposto di vendere tutto e trasferirsi altrove, ma non ce la faccio: bisogna lottare. Lonzi da qui se ne deve andare». E ancora: «Ho sempre pensato che vivere qui fosse una fortuna». Chiude Gabriella Bucini: «Quando c’erano quei misteriosi incendi - dice con ironia - Qui noi chissà cosa abbiamo respirato».
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