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Francesca cagianelli
La città superstar controcanto visuale ai possibili stati d’animo
Livorno si conferma città superstar, anche quando, come nel caso dell’invenzione filmica dell’Archibugi, gli scenari urbani e costieri più spettacolari si predispongono ad accogliere i quotidiani...
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Livorno si conferma città superstar, anche quando, come nel caso dell’invenzione filmica dell’Archibugi, gli scenari urbani e costieri più spettacolari si predispongono ad accogliere i quotidiani meccanismi della fiction. Resta quindi da dilatare le tappe esistenziali di un ristretto nucleo familiare attraverso la risonanza emotiva di una Livorno declinata come controcanto visuale di possibili stati d’animo, dalla solarità tirrenica del palcoscenico marino al tourbillon notturno degli stabilimenti balneari. Non è un caso che alle nitide sequenze, di cadenza squisitamente descrittiva, dedicate alle rigorose partiture architettoniche degli interni dell’Accademia Navale, si intreccino suggestivi e vibratili bagliori di clamori festivi. È una città in filigrana quella che l’Archibugi sceglie come luogo di elezione della sua cronaca familiare, forse più che di eco ginzburghiana, quest’ultima, di cadenza invece pratoliniana, sull’onda di una non tanto celata ambizione di confezionare diversi paesaggi quali specchi dell’anima.
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