Gli ormeggiatori «Un piccolo banco c’era in rada»
Il rebus della nebbia resta sul tavolo. C'era o no? Inchieste, atti giudiziari, testimonianze mostrano che con pari perentorietà c'è chi è sicuro che la nebbia c'era e chi in modo ugualmente risoluto...
2 MINUTI DI LETTURA
Il rebus della nebbia resta sul tavolo. C'era o no? Inchieste, atti giudiziari, testimonianze mostrano che con pari perentorietà c'è chi è sicuro che la nebbia c'era e chi in modo ugualmente risoluto nega, come Guido Frilli nel suo racconto davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta.
Per capirne di più, Il Tirreno pubblicò il 10 aprile 2016 le dichiarazione degli ormeggiatori che salvarono l’unico sopravvissuto e scoprirono che a entrare in collisione con la petroliera non era stata una bettolina ma un traghetto. Ecco cosa dichiararono.
«Io che in quei minuti in quel pezzo di mare c'ero davvero posso solo ripetere che hanno ragione tutti e due», disse Villi Mattei. «Si vedevano benissimo le navi in rada verso ovest, si vedeva bene la città e tutto il resto. Eccetto nel bel mezzo un piccolo banco di nebbia assai localizzato che poi se lo ritroveranno verso il porto». Mauro Valli confermò: «Non c'è peggior cosa che credere di vedere». Ecco dunque lo scenario che apparve ai loro occhi. «Probabile che dal Moby, ritenendo di veder nitida tutto quel che c'era in rada, abbiano pensato di poter andare a vista su una rotta consueta». L'esperienza di tanti anni in mare – aggiunsero – dice che sì, il radar ha un allarme anti-collisione ma «non è raro che in condizioni di tranquillità venga disattivato perché suona spesso ed è fastidioso. Si sono infilati nel banco di nebbia che nascondeva la petroliera, appena se ne sono accorti era troppo tardi».
Insomma, per i due ormeggiatori del porto che salvarono il mozzo, la nebbia - o per meglio dire, un banco di nebbia - c’era quella sera nella rada del porto.
Per capirne di più, Il Tirreno pubblicò il 10 aprile 2016 le dichiarazione degli ormeggiatori che salvarono l’unico sopravvissuto e scoprirono che a entrare in collisione con la petroliera non era stata una bettolina ma un traghetto. Ecco cosa dichiararono.
«Io che in quei minuti in quel pezzo di mare c'ero davvero posso solo ripetere che hanno ragione tutti e due», disse Villi Mattei. «Si vedevano benissimo le navi in rada verso ovest, si vedeva bene la città e tutto il resto. Eccetto nel bel mezzo un piccolo banco di nebbia assai localizzato che poi se lo ritroveranno verso il porto». Mauro Valli confermò: «Non c'è peggior cosa che credere di vedere». Ecco dunque lo scenario che apparve ai loro occhi. «Probabile che dal Moby, ritenendo di veder nitida tutto quel che c'era in rada, abbiano pensato di poter andare a vista su una rotta consueta». L'esperienza di tanti anni in mare – aggiunsero – dice che sì, il radar ha un allarme anti-collisione ma «non è raro che in condizioni di tranquillità venga disattivato perché suona spesso ed è fastidioso. Si sono infilati nel banco di nebbia che nascondeva la petroliera, appena se ne sono accorti era troppo tardi».
Insomma, per i due ormeggiatori del porto che salvarono il mozzo, la nebbia - o per meglio dire, un banco di nebbia - c’era quella sera nella rada del porto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
