A Levante la Coop dimentica di fornire i sacchetti biologici
di Nicolò Cecioni
Per un giorno le stesse buste del 2017 (ma a pagamento) L’azienda: «Un disguido, negli altri negozi tutto regolare»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Per un giorno e mezzo alla Coop del Parco Levante sono stati venduti sacchetti di plastica non biodegradabili. Ad accorgersene sono stati gli stessi clienti che l’altro ieri hanno notato che le bustine del reparto ortofrutticolo erano le stesse del 2017, quando ancora la normativa (che prevede l’obbigo delle buste bio) non era entrata in vigore. Pagandole come se fossero bio. Anche ieri mattina la situazione alla nuova Coop era la stessa. Mentre a Porta a Terra e alla Rosa era tutto regolare.
E i clienti? Come hanno preso la novità delle buste bio e l’errore della Coop di Levante? «Così non va bene – hanno commentato Lucia Messina e Alessandra Apollonia, mentre pesavano la frutta – non capisco perché questi sacchetti fino a ieri fossero gratuiti e oggi sono a pagamento. Sono identici e andranno pure smaltiti».
La sua è una delle tante lamentele di chi ieri mattina è andato al Levante. «Questo non è biodegradabile – sottolinea Silvia Pari – ma è di plastica normale. Non è per il centesimo, ma è una presa di giro». «Fossero veramente bio, le pagherei anche – aggiunge Roberto Serafino – ma queste non lo sono». «Dunque dovrebbero essere gratis», interviene Maria Cristina Giachini mentre lì accanto pesa kiwi e arance.
Insomma, il coro è stato unanime. Non tanto per dover pagare il sacchettino, che prima era gratuito, quanto per la beffa di trovarsi in mano le stesse buste di prima. Eppure la legge entrata in vigore il primo gennaio (articolo 9-bis della 123/17) parla chiaro e stabilisce che «le borse di plastica non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite». Per gli esercizi commerciali che non applicheranno la nuova norma sono previste multe che vanno da 2.500 a 25mila euro. Ma le sanzioni possono arrivare anche fino a 100mila euro in caso di «ingenti quantitativi» di buste fuorilegge.
In molti, perciò, si sono rivolti ai commessi e ai responsabili del reparto ortofrutticolo della Coop Levante. Che non hanno saputo dare una risposta. Nel primo pomeriggio, però, l'azienda ha chiarito la situazione, spiegando che la presenza dei vecchi sacchetti non biodegradabili è stata un semplice equivoco. Erano stati lasciati, infatti, i vecchi rotolini con gli «imballaggi primari con funzione di involgente protettivo progettato per contenere esclusivamente ortofrutta, idonei al contatto con gli alimenti» che però non sono realizzati con materiale biodegradabile.
«Tutti i nostri punti vendita sono stati avvisati per tempo – hanno fatto sapere da Coop – e perciò a Levante si è verificato un semplice disguido che è stato prontamente risolto. In tutti gli altri punti vendita Coop non si sono verificati analoghi disguidi». Per andare incontro ai clienti, tra l’altro l'azienda ha deciso di vendere i vari sacchetti al prezzo simbolico di un centesimo. «Coop si è impegnata a contenere il prezzo di ciascun sacchetto a un centesimo di euro, non riversando sul Consumatore la totalità dei costi» è scritto sui cartelli sparsi un po' ovunque nei banchi ortofrutticoli dei vari punti vendita della città.
Ma c’è anche chi, poi, lamentandosi di questo aumento del prezzo ha provocatoriamente proposto di presentarsi al supermercato con sacchetti portati da casa o addirittura di pesare un frutto alla volta. Ma per evitare anche queste situazioni, sui cartelli esposti tra i banchi è chiarito che «per motivi igienici di sicurezza non è possibile usare per il confezionamento di merce sfusa imballi di proprietà del cliente». Comunque dopo una giornata e mezzo di caos e perplessità, ieri pomeriggio finalmente la situazione si è normalizzata anche alla Coop di Levante, come già dal primo gennaio era accaduto nelle altre Coop della città.
ALTRO SERVIZIO A PAG. 4
E i clienti? Come hanno preso la novità delle buste bio e l’errore della Coop di Levante? «Così non va bene – hanno commentato Lucia Messina e Alessandra Apollonia, mentre pesavano la frutta – non capisco perché questi sacchetti fino a ieri fossero gratuiti e oggi sono a pagamento. Sono identici e andranno pure smaltiti».
La sua è una delle tante lamentele di chi ieri mattina è andato al Levante. «Questo non è biodegradabile – sottolinea Silvia Pari – ma è di plastica normale. Non è per il centesimo, ma è una presa di giro». «Fossero veramente bio, le pagherei anche – aggiunge Roberto Serafino – ma queste non lo sono». «Dunque dovrebbero essere gratis», interviene Maria Cristina Giachini mentre lì accanto pesa kiwi e arance.
Insomma, il coro è stato unanime. Non tanto per dover pagare il sacchettino, che prima era gratuito, quanto per la beffa di trovarsi in mano le stesse buste di prima. Eppure la legge entrata in vigore il primo gennaio (articolo 9-bis della 123/17) parla chiaro e stabilisce che «le borse di plastica non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite». Per gli esercizi commerciali che non applicheranno la nuova norma sono previste multe che vanno da 2.500 a 25mila euro. Ma le sanzioni possono arrivare anche fino a 100mila euro in caso di «ingenti quantitativi» di buste fuorilegge.
In molti, perciò, si sono rivolti ai commessi e ai responsabili del reparto ortofrutticolo della Coop Levante. Che non hanno saputo dare una risposta. Nel primo pomeriggio, però, l'azienda ha chiarito la situazione, spiegando che la presenza dei vecchi sacchetti non biodegradabili è stata un semplice equivoco. Erano stati lasciati, infatti, i vecchi rotolini con gli «imballaggi primari con funzione di involgente protettivo progettato per contenere esclusivamente ortofrutta, idonei al contatto con gli alimenti» che però non sono realizzati con materiale biodegradabile.
«Tutti i nostri punti vendita sono stati avvisati per tempo – hanno fatto sapere da Coop – e perciò a Levante si è verificato un semplice disguido che è stato prontamente risolto. In tutti gli altri punti vendita Coop non si sono verificati analoghi disguidi». Per andare incontro ai clienti, tra l’altro l'azienda ha deciso di vendere i vari sacchetti al prezzo simbolico di un centesimo. «Coop si è impegnata a contenere il prezzo di ciascun sacchetto a un centesimo di euro, non riversando sul Consumatore la totalità dei costi» è scritto sui cartelli sparsi un po' ovunque nei banchi ortofrutticoli dei vari punti vendita della città.
Ma c’è anche chi, poi, lamentandosi di questo aumento del prezzo ha provocatoriamente proposto di presentarsi al supermercato con sacchetti portati da casa o addirittura di pesare un frutto alla volta. Ma per evitare anche queste situazioni, sui cartelli esposti tra i banchi è chiarito che «per motivi igienici di sicurezza non è possibile usare per il confezionamento di merce sfusa imballi di proprietà del cliente». Comunque dopo una giornata e mezzo di caos e perplessità, ieri pomeriggio finalmente la situazione si è normalizzata anche alla Coop di Levante, come già dal primo gennaio era accaduto nelle altre Coop della città.
ALTRO SERVIZIO A PAG. 4
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
