Il presidio
LA MUSICA È PER TUTTI E IL TEATRO FA LA MAGIA
di CRISTIANA GRASSO
La scenografica cupola di vetro che impreziosisce il soffitto, gioiello del Goldoni, è scoperta, inquadra il cielo e irradia una luce blu che regala magia alla magia. Concerto di Capodanno 2018 e...
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La scenografica cupola di vetro che impreziosisce il soffitto, gioiello del Goldoni, è scoperta, inquadra il cielo e irradia una luce blu che regala magia alla magia. Concerto di Capodanno 2018 e Livorno, con il suo bel teatro pieno di gente, viaggia per un paio d’ore sulle onde dell’emozione con il pubblico avvolto dal calore della condivisione della grande musica. Mille persone che applaudono e al gran finale, la travolgente Radetzky March di Strauss, battono le mani tutti assieme, mille persone e la gioia di esserci. Evento quindi ma anche rito che da anni si ripete attirando di volta in volta sempre più spettatori. Arrivando al sold out di questa edizione 2018. Ieri, a presentare orgogliosi la serata, sono saliti sul palco il direttore del Goldoni Marco Leone, il vice presidente della Fondazione Livorno Marcello Murziani e Marco Luise presidente dell’Istituto Mascagni. Del resto è proprio grazie alla sinergia di Goldoni e Mascagni e alla collaborazione della Fondazione che il concertone di Capodanno cresce e conquista il cuore dei livornesi. In platea, nei palchetti e nel palco reale, abitué della stagione concertistica ma anche spettatori attratti dall’appuntamento e dal suo valore simbolico. Giovani e non, professionisti, artisti, insegnanti, volti noti e meno noti tutti insieme a festeggiare il nuovo anno in musica. Tra loro anche la vice sindaca Stella Sorgente e l’assessora Paola Baldari, assidue frequentatrici del teatro.
Sul palco anche questa volta l’Orchestra dell’Istituto Mascagni che dà il massimo, sotto la direzione di Lorenzo Sbaffi, coinvolgente direttore di ensemble e orchestre di prestigio in Italia, Europa, America Latina e Asia, Premio Paul Harris Fellow 2014 dalla Rotary Foundation, un eclettico musicista che vanta un vasto repertorio,dal tardo barocco alla musica contemporanea.
L’abbinamento tra un direttore così carismatico e un’orchestra giovane eppure molto professionale crea l’atmosfera. E i brani scelti fanno il resto offrendo uno spettacolo popolare e di grande impatto, quasi un viaggio ideale attraverso il linguaggio universale della musica tra brani di atmosfera tipicamente natalizia con brillanti pagine straussiane ed un omaggio alla musica lirica. Apertura nel segno della melodia con la Carmen di Bizet, mentre la giovanissima Ilaria Casai, una delle più brillanti e promettenti allieve della classe di canto di Graziano Polidori, dà voce e gesti alla bellissima e seduttiva aria “Deh, vieni non tardar” dalle Nozze di Figaro di Mozart e a “O mio babbino caro” di Giacom. Si guarda anche oltre l’Europa con Danzon n.2, una danza tipicamente cubana del compositore messicano Arturo Márquez. Nella seconda parte della serata il palco è tutto dell’orchestra. Che passando per tre brani della Suite Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky arriva al clou dello spettacolo, al valzer più eseguito al mondo: risuonano le note di “Sul bel Danubio Blu” di Strauss e per il pubblico è uno dei momenti più intensi. Si arriva, tra le danze ungheresi di Brahms, al gran finale. Il concerto si chiude infatti con la travolgente Marcia di Radetzky di Strauss, celebre anche per essere la pagina finale del tradizionale Concerto di Capodanno di Vienna, quello che puntuale ogni anno, arriva in tutte le case grazie alla diretta Raiuno. Il pubblico del Goldoni si lascia trascinare, batte le mani seguendo il ritmo, poi arrivano gli applausi finali. Lunghi, convinti e affettuosi. Grati anche, per questo bel regalo in musica che ha riscaldato e colorato questo inizio di un nuovo anno.
Sul palco anche questa volta l’Orchestra dell’Istituto Mascagni che dà il massimo, sotto la direzione di Lorenzo Sbaffi, coinvolgente direttore di ensemble e orchestre di prestigio in Italia, Europa, America Latina e Asia, Premio Paul Harris Fellow 2014 dalla Rotary Foundation, un eclettico musicista che vanta un vasto repertorio,dal tardo barocco alla musica contemporanea.
L’abbinamento tra un direttore così carismatico e un’orchestra giovane eppure molto professionale crea l’atmosfera. E i brani scelti fanno il resto offrendo uno spettacolo popolare e di grande impatto, quasi un viaggio ideale attraverso il linguaggio universale della musica tra brani di atmosfera tipicamente natalizia con brillanti pagine straussiane ed un omaggio alla musica lirica. Apertura nel segno della melodia con la Carmen di Bizet, mentre la giovanissima Ilaria Casai, una delle più brillanti e promettenti allieve della classe di canto di Graziano Polidori, dà voce e gesti alla bellissima e seduttiva aria “Deh, vieni non tardar” dalle Nozze di Figaro di Mozart e a “O mio babbino caro” di Giacom. Si guarda anche oltre l’Europa con Danzon n.2, una danza tipicamente cubana del compositore messicano Arturo Márquez. Nella seconda parte della serata il palco è tutto dell’orchestra. Che passando per tre brani della Suite Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky arriva al clou dello spettacolo, al valzer più eseguito al mondo: risuonano le note di “Sul bel Danubio Blu” di Strauss e per il pubblico è uno dei momenti più intensi. Si arriva, tra le danze ungheresi di Brahms, al gran finale. Il concerto si chiude infatti con la travolgente Marcia di Radetzky di Strauss, celebre anche per essere la pagina finale del tradizionale Concerto di Capodanno di Vienna, quello che puntuale ogni anno, arriva in tutte le case grazie alla diretta Raiuno. Il pubblico del Goldoni si lascia trascinare, batte le mani seguendo il ritmo, poi arrivano gli applausi finali. Lunghi, convinti e affettuosi. Grati anche, per questo bel regalo in musica che ha riscaldato e colorato questo inizio di un nuovo anno.
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