Il Tirreno

Livorno

Inchiesta rifiuti, il Rio Cignolo vicino a Lonzi diventa nero

di Giulio Corsi
Inchiesta rifiuti, il Rio Cignolo vicino a Lonzi diventa nero

Livorno, i carabinieri forestali allertano l’Arpat. Ipotesi percolato dai piazzali abbandonati

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LIVORNO. Il Rio Cignolo, il fiumiciattolo che dalla Puzzolente va a confluire nel rio Cigna, ieri mattina ha cambiato colore. In via del Limone, subito dopo gli stabilimenti della Lonzi e dell’ex Lunirot, il Cignolo si presentava completamente nero. Se ne sono accorti i residenti che attorno alle 11 hanno allertato i carabinieri forestali.

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Arrivata sul posto la pattuglia ha constatato che l’acqua aveva l’aspetto del petrolio e ha chiesto l’intervento dei tecnici reperibili dell’Arpat, che attorno all’ora di pranzo hanno prelevato i campioni. Gli esiti delle analisi sono attesi nelle prossime ore.

Successivamente un mezzo della Ecoflash, che ha sede proprio in via del Limone dove un tempo operava la Lunirot, ha risucchiato il liquido, che emanava un odore misto di idrocarburi e bottino.

Per fortuna alcune centinaia di metri più a valle, all’altezza di Campo di Marte l’acqua appariva più chiara.

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Che cosa abbia tinto il fiume di nero e quali sostanze siano finite nel Cignolo lo scopriremo dai risultati dell’Arpat. Si sa però che nei campi a monte della Lonzi l’acqua era trasparente. Il sospetto, ancora da accertare, è che l’inquinamento sia nato dal piazzale dell’azienda che è stata chiusa due settimane fa con l’ordinanza del tribunale di Firenze su richiesta della procura antimafia.

Non a caso ieri mattina è arrivato sul posto anche un membro della famiglia Lonzi. E d’altra parte gli stessi lavoratori, attraverso i sindacati Cgil e Cisl, avevano evidenziato, incontrando il custode giudiziario Riccardo Forgeschi la scorsa settimana, «il pressante rischio percolato nell’impianto Lonzi Metalli», a cui avevano aggiunto anche il pericolo di «emissioni nocive nell’impianto Rari», spiegando al commercialista che a loro avviso «entrambi gli impianti necessitano di immediata sorveglianza e manutenzione da parte dei lavoratori».

Sicuramente lo sversamento è legato alla pioggia abbondante caduta nella notte di ieri su Livorno: l’ipotesi è che lo stop alle attività possa avere in qualche modo creato problemi all’impianto di intercettazione delle acque e che esse siano finite dal piazzale della Lonzi all’esterno dentro il Rio Cignolo dopo essersi contaminate con i rifiuti ancora accumulati dentro lo stabilimento.

Vero e proprio percolato, come quello che - denunciano i residenti - per anni sarebbe fuoriuscito dall’azienda di via del Limone e attraversando la strada sarebbe finito nel Cignolo come racconta la foto qua sopra, scattata nel gennaio 2014. Proprio quando intervenne la polizia municipale e costrinse la Lonzi a creare una fossa di contenimento del materiale a ridosso dei muri di cinta per incalanarlo negli scarichi.

O come quelli che, sempre nel 2014 e prima nel 2012, avevano tinto, stavolta di blu, le acque del rio Cignolo.


 

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