Il Tirreno

Livorno

Nasce a Livorno il villaggio contro la povertà

di Matteo Scardigli
Un momento dell'inaugurazione del villaggio (Foto Marzi/Pentafoto)
◗
Un momento dell'inaugurazione del villaggio (Foto Marzi/Pentafoto)

Il vescovo lancia la nuova struttura in Corea e si appella alla politica: «Date lavoro alla gente è questa la vera carità». Assente la giunta comunale

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «La vera carità la facciano i politici: la gente vuole il lavoro». Alla pre-inaugurazione del Villaggio della Carità, che sorge in Corea sulle ceneri dell'ex-villaggio scolastico Don Nesi, il vescovo monsignor Simone Giusti, alla presenza dei vertici di tutte le autorità cittadine e di tante associazioni di volontariato, lancia un appello ai governi del Paese e di Livorno, ma a raccoglierlo (nonostante gli inviti mandati da Caritas e Diocesi) non c'è nessun rappresentante del Comune.

«Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita», diceva Confucio. E il vescovo aggiunge: «Gli insegneremo anche a pescare, ma nel frattempo gli diamo da mangiare».

Prima di impartire la benedizione ai locali, monsignor Giusti, che ha da poco festeggiato i suoi primi dieci anni a Livorno, si concede una piccola predica: «Quando arrivai in città era appena crollato il ponte di collegamento con il porto industriale, e oggi ancora non è stato ricostruito. A Livorno molte opere viaggiano con il freno a mano tirato, altre invece procedono spedite; e in molti gridano vendetta contro la paralisi del territorio. Occorre un cambio di passo – prosegue il vescovo – un “di più” sia da un punto di vista di passione civica che di senso di cittadinanza».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16266506:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16266506:1652371876/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

E difatti, con una prima tranche dei lavori, non ancora terminati (ieri è stata inaugurata la parte della mensa del Villaggio), monsignor Giusti guarda già al futuro: «La struttura sarà operativa da gennaio 2018 per ospitare 300 posti a sedere per i poveri, intanto siamo già alla ricerca di fondi per finanziare il secondo lotto, il gemello. Questa inaugurazione era necessaria per spingere sull'acceleratore».

L'auspicio del vescovo, sulle prime, spiazza un po' tutti i presenti: «Siamo soddisfatti per ciò che si sta realizzando, ma ci auguriamo che questo Villaggio possa non servire più. Noi aiutiamo coloro che hanno bisogno, ma la vera carità si fa dando alle persone ciò che serve loro davvero, e la gente vuole il lavoro. È compito dei politici, e lo dico in vista delle prossime elezioni, fare la vera carità». Applaudono le autorità cittadine, ma nel clamore del salone gremito rimbomba il silenzio assordante della giunta comunale. Poteva essere un momento di riavvicinamento fra il sindaco e il monsignore (e fra l'assessora Ina Dhimgjini e suor Raffaella Spiezio, ideatrice del Villaggio della Carità), ma dalle rispettive segreterie Caritas e Diocesi fanno sapere di non aver ricevuto alcuna risposta agli inviti mandati ripetutamente al Comune. E così ieri mattina nessun rappresentante del municipio era presente all’evento.

«Il nuovo centro che nascerà in questo luogo sarà al servizio di tutta la società e di tutta la città, a cominciare dal quartiere» precisa il vescovo, gettando allo stesso tempo un ponte con Corea.

Alle parole di Giusti fanno eco quelle della prefetta Anna Maria Manzone e del questore Orazio D'Anna, uniti nel ringraziare gli organizzatori. «Questa inaugurazione è un segnale forte per Livorno, ma servono anche fatti concreti» spiega Manzone, mentre D'Anna sottolinea: «Ho visto crescere questa realtà in tempo reale, e devo dire che avete delle tempistiche invidiabili. Mi auguro che possiate essere di esempio e stimolo per tutto il territorio».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana