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Livorno

Ecco la mensa da trecento posti e il piano va avanti

Ecco la mensa da trecento posti e il piano va avanti

Previsti due edifici e tanti servizi: dai centri di ascolto alle docce, fino alle camere per chi ha più bisogno

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LIVORNO. Il Villaggio della Carità nasce da un'idea di suor Raffaella Spiezio, messa poi su carta dal geometra Stefano Caturegli. «Diciamo che sono la persona che è riuscita a contenere il sogno di Suor Raffaella entro i limiti della fattibilità», ripete scherzando, ma il suo lungo lavoro non è ancora giunto alla fine.

Il primo lotto infatti è stato pre-inaugurato, ma i lavori di costruzione non sono ancora stati ultimati. Dopodiché si procederà alla realizzazione della struttura gemella.

Ognuno dei due edifici sarà articolato su due piani fuori terra da 470 metri quadri ciascuno, e al loro interno ospiteranno delle funzioni ben precise.

«In questo primo lotto di intervento, al piano terreno, ci saranno la cucina con la relativa zona per la cella frigorifera, la sala mensa da trecento posti e i servizi», spiega Caturegli ai nostri taccuini.

Poi prosegue: «Una caratteristica da sottolineare è la predisposizione della cucina per la distribuzione all'esterno, che consentirà di far uscire con facilità i pranzi preparati qui e destinati alla consegna a domicilio per le famiglie più bisognose che vengono assistite ogni giorno».

Il primo piano sarà invece destinato agli uffici con cappella contigua, e ai locali dell'oratorio.

«Il secondo lotto sarà in tutto e per tutto simile a questo, sia in termini perimetrali che economici», continua il geometra. Che ne elenca le peculiarità: «Sarà adiacente a questo, e sorgerà in direzione dell'Aurelia. Prima, però, si dovrà procedere alla bonifica delle baracche e degli ambienti esterni».

Dal progetto risulta che al piano terreno si troveranno i centri di ascolto, i guardaroba e la lavanderia, le docce con relativi servizi e le camere.

Sopra invece ci sarà il grosso della zona "living" con spazi comuni, camere e servizi.

E come precisato ieri mattina al taglio del nastro in Corea dal vescovo Simone, «il costo di entrambe le strutture è di circa 1 milione e 500 mila euro»: «Per quanto riguarda il primo lotto le donazioni hanno coperto il 50 percento dei costi, mentre per quanto riguarda il secondo copriranno "solamente" il 30 per cento. Volevate sapere che fine fanno i soldi dell'8 per Mille? Eccoli qua».

La struttura si affaccia su via Giorgio La Pira ed è di proprietà della Diocesi, che l’ha concessa in gestione alla Fondazione Caritas con un comodato d’uso gratuito ventennale.

Il centro affiancherà Il Porto di fraternità che si trova a Torretta, e che non riesce più a rispondere a tutte le, crescenti, richieste di aiuto che arrivano dalla città.

Matteo Scardigli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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