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«Fatto grave che va oltre la scuola»

«Fatto grave che va oltre la scuola»

Patrizia Nesti insegna italiano e latino al liceo Enriques ed è sindacalista Unicobas. «Certo, 14 giorni di sospensione sono un provvedimento pesante ma è pesante anche quello che è accaduto»....

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Patrizia Nesti insegna italiano e latino al liceo Enriques ed è sindacalista Unicobas. «Certo, 14 giorni di sospensione sono un provvedimento pesante ma è pesante anche quello che è accaduto». Comunque la professoressa Nesti non vuole parlare più di tanto della “quantità” della punizione «che tanto arriva sempre “dopo”, a danno ormai compiuto») quanto di quello che spinge i ragazzi a compiere gesti sempre più eclatanti, come se ci fosse anche una ricerca di visibilità. «Volevi saltare il compito? Facevi un’assenza collettiva, ti davi malato... Del resto è un diritto dell’insegnante sottoporre gli studenti alle prove ma gli studenti non sono “obbligati” fisicamente a sottoporvisi. Invece no, si è voluto andare oltre, con un azione che ha creato danni alla scuola e soprattutto alle persone».

Quindi sulla carta ok la sospensione, «è uno strumento che la scuola ha a disposizione, come potrebbe noon usarlo in un caso come questo?» ma il nodo è altrove... «È la de -responsabilizzazione di questi nostri ragazzi, la loro incapacità di valutare i danni che procurano - spiega- . Ora certo la scuola in questo avrà le sue responsabilità ma non è la sola. Perché i giovani non vivono solo a scuola ma anche in tante altre “agenzie sociali” (la famiglia, gli amici, lo sport) ed evidentemente anche lì le cose non funzionano e i “valori” trasmessi cozzano con quelli che la scuola tenta almeno di dare ».

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