Italia
Raid di notte in tre scuole rubati nove computer
di Gianni Tacchi
Ladri in azione alle Collodi, alle Benci e alle D’Azeglio: 3mila euro il valore dei pc Tanti genitori preoccupati riportano i figli a casa. La preside: «Troppe voci false»
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Cinque computer rubati alle Collodi, in via di Salviano. Altri due alle Benci, dov’è stata anche forzata la macchinetta del caffè per prendere qualche spicciolo. E altri due ancora portati via alle D’Azeglio, tra aule, corridoi e uffici a soqquadro. Tutto in una notte, quasi sicuramente nel giro di un paio di ore. Tre furti in altrettante scuole elementari della nostra città e nove pc rubati, per un valore totale di circa 3mila euro, che fanno pensare alla stessa banda di malviventi, entrata in azione tra lunedì e ieri. «E oltre a tutto questo - sottolinea Gianna Valente, preside di tutti e tre gli istituti - ci sono diversi danni in tutte le strutture finite nel mirino: porte forzate, armadietti divelti... Ma la cosa più brutta è stata vedere le aule in disordine, le stesse aule in cui i bambini studiano tutti i giorni. Ecco, questo fa veramente male e rende tutto più amaro».
Il furto alle Collodi, dove sono stati rubati cinque computer che complessivamente valgono 2mila euro, è stato quello che ha creato maggiori problematiche, dato che i poliziotti sono intervenuti mentre i genitori degli alunni erano fuori dalla scuola, in attesa di salutare i figli al suono della prima campanella. E proprio durante il sopralluogo degli agenti della polizia, tra le famiglie presenti si è sparsa la voce di presunte tracce di sangue all’interno. «Tutto falso, tutto inventato - aggiunge Valente - e questa è un’altra cosa che non riesco proprio a digerire. L’allarme era ingiustificato: all’interno non c’era alcuna macchia di sangue e il fatto che non sia intervenuta la scientifica lo dimostra. C’erano armadietti forzati e aule a soqquadro, quello sì, ma nient’altro. I genitori volevano essere rassicurati su altri ed eventuali inconvenienti: noi l’abbiamo fatto subito, poi ognuno ha preso la sua decisione. In ogni caso le lezioni si sono svolte regolarmente e non ci sono stati ulteriori problemi».
Nessun caos invece alle Benci e alle D’Azeglio, complesso nel quale c’è anche l’asilo: i furti, in questi due casi, sono stati scoperti quando gli alunni erano già entrati, con gli agenti della polizia che sono arrivati successivamente per ricostruire quanto accaduto l’altra notte. «Qui - chiude la preside - c’erano computer più vecchi, di scarso valore, anche se il danno è pesante sotto ogni punto di vista. In tutte e tre le scuole, comunque, i dipendenti hanno sistemato ogni stanza nel giro di pochi minuti, senza creare problemi agli insegnanti e ai bambini». E ora la polizia, che ha preso il caso in mano, è al lavoro per cercare di individuare i malviventi.
Il furto alle Collodi, dove sono stati rubati cinque computer che complessivamente valgono 2mila euro, è stato quello che ha creato maggiori problematiche, dato che i poliziotti sono intervenuti mentre i genitori degli alunni erano fuori dalla scuola, in attesa di salutare i figli al suono della prima campanella. E proprio durante il sopralluogo degli agenti della polizia, tra le famiglie presenti si è sparsa la voce di presunte tracce di sangue all’interno. «Tutto falso, tutto inventato - aggiunge Valente - e questa è un’altra cosa che non riesco proprio a digerire. L’allarme era ingiustificato: all’interno non c’era alcuna macchia di sangue e il fatto che non sia intervenuta la scientifica lo dimostra. C’erano armadietti forzati e aule a soqquadro, quello sì, ma nient’altro. I genitori volevano essere rassicurati su altri ed eventuali inconvenienti: noi l’abbiamo fatto subito, poi ognuno ha preso la sua decisione. In ogni caso le lezioni si sono svolte regolarmente e non ci sono stati ulteriori problemi».
Nessun caos invece alle Benci e alle D’Azeglio, complesso nel quale c’è anche l’asilo: i furti, in questi due casi, sono stati scoperti quando gli alunni erano già entrati, con gli agenti della polizia che sono arrivati successivamente per ricostruire quanto accaduto l’altra notte. «Qui - chiude la preside - c’erano computer più vecchi, di scarso valore, anche se il danno è pesante sotto ogni punto di vista. In tutte e tre le scuole, comunque, i dipendenti hanno sistemato ogni stanza nel giro di pochi minuti, senza creare problemi agli insegnanti e ai bambini». E ora la polizia, che ha preso il caso in mano, è al lavoro per cercare di individuare i malviventi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
