Italia
due giorni al lem
Le banchine di dopodomani: in conclave esperti e imprese
LIVORNO. È in agenda per il 14 e il 15 dicembre al Lem il triplo round di incontri con cui mediante tavoli di lavoro il circolo Pd economia del mare fissa lo sguardo su tre aspetti specifici da...
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. È in agenda per il 14 e il 15 dicembre al Lem il triplo round di incontri con cui mediante tavoli di lavoro il circolo Pd economia del mare fissa lo sguardo su tre aspetti specifici da approfondire: 1) su cosa sia più opportuno puntare fra la zona franca e la zona economica speciale (Zes); 2) come affrontare le eventuali contraddizioni del rapporto fra l’indispensabile innovazione e l’invecchiamento della popolazione lavorativa; 3) quale sia l’evoluzione del sistema crociere e, adesso che il porto ha deciso di riservargli ampi spazi, quel che deve fare la città per coglierne al volo le opportunità che genera.
«Vogliamo aprire una discussione sul futuro della portualità – dice Jari de Filicaia a nome degli organizzatori – guardando al di là del localismo per vedere cosa si sta muovendo e su cosa si può puntare. Anche perché sono in vista grandi cambiamenti».
Ne parleranno, fra gli altri, figure di primo piano come il viceministro delle infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini e la sottosegretaria all’ambiente Silvia Velo, esperti di rango come Zeno D'Agostino (che all'Authority di Trieste è riuscito a far decollare la zona franca), Ernesto Carbone (alto funzionario delle Dogane) o Omrine Wilson (che nel porto di Rotterdam è project manager nel settore innovazione). Non mancheranno gli operatori locali come Averardo Grifoni (Lorenzini Terminal) e Mauro Evangelisti (Gas & Heat) o anche uomini d'impresa che operano qui ma hanno responsabilità nazionali (come Nereo Marcucci di Confetra, Luca Becce diTdt e Roberto Alberti di Fedespedi), senza contare i vertici istituzionali (il sindaco Filippo Nogarin e per l'Authority il presidente Stefano Corsini e il segretario generale Massimo Provinciali).
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Vogliamo aprire una discussione sul futuro della portualità – dice Jari de Filicaia a nome degli organizzatori – guardando al di là del localismo per vedere cosa si sta muovendo e su cosa si può puntare. Anche perché sono in vista grandi cambiamenti».
Ne parleranno, fra gli altri, figure di primo piano come il viceministro delle infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini e la sottosegretaria all’ambiente Silvia Velo, esperti di rango come Zeno D'Agostino (che all'Authority di Trieste è riuscito a far decollare la zona franca), Ernesto Carbone (alto funzionario delle Dogane) o Omrine Wilson (che nel porto di Rotterdam è project manager nel settore innovazione). Non mancheranno gli operatori locali come Averardo Grifoni (Lorenzini Terminal) e Mauro Evangelisti (Gas & Heat) o anche uomini d'impresa che operano qui ma hanno responsabilità nazionali (come Nereo Marcucci di Confetra, Luca Becce diTdt e Roberto Alberti di Fedespedi), senza contare i vertici istituzionali (il sindaco Filippo Nogarin e per l'Authority il presidente Stefano Corsini e il segretario generale Massimo Provinciali).
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google