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Livorno

Sicurezza a scuola, cinque asili in città non a norma

Sicurezza a scuola, cinque asili in città non a norma

Livorno, in commissione comunale si parla di Cave Bondi, Giostra, Gobetti, Girasoli e Menotti. Raspanti: «I genitori devono sapere che cosa rischiano i bambini». Sorgente: «Più soldi a bilancio» 

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LIVORNO. A rischio la sicurezza dei bambini delle scuole per l’infanzia Cave Bondi, La Giostra, I Girasoli, Gobetti, e Menotti, perché secondo i tecnici del Comune gli istituti non sono a norma. La legge prevede infatti che i piccoli iscritti, di età compresa fra i 2 e i 6 anni, possono svolgere attività solo al piano terra, mentre gli edifici ne ospitano anche ai livelli superiori. Le scale, oltre ad essere per loro faticose da salire, possono costituire infatti un pericolo in più in caso di evacuazione. A sollevare la questione, nel corso dell’ultima commissione consiliare sull’edilizia scolastica, è Andrea Raspanti (Futuro! ): «La sicurezza dei bambini viene prima di tutto, serve una panoramica complessiva dell’edilizia scolastica in città».

L’interpellanza di Raspanti va a braccetto con la mozione delle 2 consigliere di maggioranza Cristina Mileti e Alessandra Rossi «per chiedere a sindaco e giunta di aggiornare il piano di riqualificazione del patrimonio scolastico». Il Comune deve gestire «circa 80 scuole in larga parte di fine’800, su cui sono stati fatti pochi investimenti antisismici», aggiunge l’ingegner Luca Barsotti. Questa situazione (11 edifici scolastici antisismici su 82) è stata raccontata nelle settimane scorse dal Tirreno. Rassicura la vice-sindaca Stella Sorgente: «L’anno scorso abbiamo fatto una ricognizione delle scuole e fornito i dati raccolti, attenzione e trasparenza sono massime. Cercheremo di mettere più soldi a bilancio e di candidare più progetti ai finanziamenti». Sorgente parla di quasi 1 milione e 500 mila euro spesi nell’ultimo anno per le manutenzioni ordinarie, ma di sole 700 mila circa per quelle straordinarie. «Le indagini per quantificare le cifre necessarie agli adeguamenti antincendio sono già state avviate, quelle per l’antisismica partiranno nel 2018».

Per i nuovi criteri la Regione premia i progetti che danno priorità a questi aspetti. «Le regole sono state cambiate in corsa», aggiunge Sorgente che motiva così il ritardo negli accertamenti. «Chi c’era prima di noi ha preferito non sapere, stiamo rimediando». «Abbiamo trasferito i bimbi dell’ex-Chayes, stiamo studiando un polo scolastico in zona Sud a Montenero basso o villa Morazzana, e aspettiamo i finanziamenti per il progetto di una scuola dell’infanzia nell’area Nord». Per risolvere la questione alle Gobetti la vice-sindaca valuta «uno scambio con il vicino centro anziani». Chiude Raspanti: «I genitori devono conoscere il livello di rischio delle scuole prima di iscrivere i figli».

Matteo Scardigli

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