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Tifosi e rivenditori compatti: i biglietti restano invenduti
di Nicolò Cecioni
Il titolare della ricevitoria di Shangai: «Macché guasti Io rispetto la linea dei ragazzi della nord e dei club»
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LIVORNO. «Io i biglietti ce l’ho e non li vendo. Qui il sistema non si è mai bloccato, il computer va benissimo e pure la stampante è perfetta. Ma sono pienamente d'accordo con la scelta della tifoseria organizzata livornese e non emetterò nessun ticket per la trasferta di domenica a Pisa».
Se nel primo giorno di prevendita le ricevitorie hanno accusato “misteriosi” guasti a stampanti e sistemi operativi, anche nel secondo giorno le stampanti sono state quasi tutte ferme: dopo i 7 biglietti venduti martedì, infatti, ieri se ne sono aggiunti altri 3 e perciò siamo arrivati a 10.
Di questi, in città, non ne è stato venduto neanche uno, ma sono tutti stati emessi dalle ricevitorie della provincia.
Tra i rivenditori c’è chi non si trincera dietro a guasti, ma ammette, anzi racconta con orgoglioso, di aver evitato per scelta di vendere i biglietti per il derby, come Marco Fedeli della Goldbet Shangai di via Cestoni.
Qui è sempre filato tutto liscio: la linea elettrica è ok, perfetta anche la rete internet, stampanti a posto. Ma i biglietti per il settore ospiti dell'Arena Garibaldi sono tutti rimasti dentro il computer.
«Se c'è una linea di comportamento - spiega al Tirreno Marco Fedeli, il titolare della ricevitoria - che è stata presa dai ragazzi della Nord insieme ai club amaranto, è giusto che venga rispettata da tutti. Io porto avanti questa scelta con coerenza e la condivido in pieno. Qui i biglietti non li vendo».
Comunque, anche a Shangai, nessuno si è presentato al botteghino con in mano soldi e carta d'identità per comprare il biglietto. È la testimonianza tangibile di quanto la tifoseria amaranto sia compatta in questo preciso momento.
«Devo essere sincero, fino a qualche giorno fa ho risposto a tantissime telefonate di persone che mi chiedevano informazioni sui biglietti, qualcuno è anche venuto qui. Sapevo che c'era una forte richiesta - racconta Fedeli -. Poi una settimana fa c'è stata la riunione tra la curva Nord e i club ed è stata scelta la strada della diserzione totale. Perciò da quel momento non ho più sentito nessuno».
Dunque, a prescindere dalla decisione dei titolari delle ricevitorie di emettere o meno i tagliandi, sembra che effettivamente la quasi totalità dei tifosi amaranto si sia schierata dalla parte di ultrà e club.
«Non ho le competenze per sapere se sia giusto o meno aver dato 430 biglietti ai livornesi per una partita così sentita - sottolinea il titolare della ricevitoria di Shangai -. Non entro nel merito della questione perché non saprei esprimermi a riguardo, visto che non sono un tecnico. Premetto che squadre più importanti del Livorno per me non c'è ne sono, ma sono convinto che se una cosa del genere fosse accaduta a tifoserie di squadre più importanti, come Juventus, Roma, Napoli o Milan, avrebbero senza alcun dubbio aumentato la capienza. Anzi, in pochi giorni avrebbero addirittura costruito il secondo anello al settore ospiti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Se nel primo giorno di prevendita le ricevitorie hanno accusato “misteriosi” guasti a stampanti e sistemi operativi, anche nel secondo giorno le stampanti sono state quasi tutte ferme: dopo i 7 biglietti venduti martedì, infatti, ieri se ne sono aggiunti altri 3 e perciò siamo arrivati a 10.
Di questi, in città, non ne è stato venduto neanche uno, ma sono tutti stati emessi dalle ricevitorie della provincia.
Tra i rivenditori c’è chi non si trincera dietro a guasti, ma ammette, anzi racconta con orgoglioso, di aver evitato per scelta di vendere i biglietti per il derby, come Marco Fedeli della Goldbet Shangai di via Cestoni.
Qui è sempre filato tutto liscio: la linea elettrica è ok, perfetta anche la rete internet, stampanti a posto. Ma i biglietti per il settore ospiti dell'Arena Garibaldi sono tutti rimasti dentro il computer.
«Se c'è una linea di comportamento - spiega al Tirreno Marco Fedeli, il titolare della ricevitoria - che è stata presa dai ragazzi della Nord insieme ai club amaranto, è giusto che venga rispettata da tutti. Io porto avanti questa scelta con coerenza e la condivido in pieno. Qui i biglietti non li vendo».
Comunque, anche a Shangai, nessuno si è presentato al botteghino con in mano soldi e carta d'identità per comprare il biglietto. È la testimonianza tangibile di quanto la tifoseria amaranto sia compatta in questo preciso momento.
«Devo essere sincero, fino a qualche giorno fa ho risposto a tantissime telefonate di persone che mi chiedevano informazioni sui biglietti, qualcuno è anche venuto qui. Sapevo che c'era una forte richiesta - racconta Fedeli -. Poi una settimana fa c'è stata la riunione tra la curva Nord e i club ed è stata scelta la strada della diserzione totale. Perciò da quel momento non ho più sentito nessuno».
Dunque, a prescindere dalla decisione dei titolari delle ricevitorie di emettere o meno i tagliandi, sembra che effettivamente la quasi totalità dei tifosi amaranto si sia schierata dalla parte di ultrà e club.
«Non ho le competenze per sapere se sia giusto o meno aver dato 430 biglietti ai livornesi per una partita così sentita - sottolinea il titolare della ricevitoria di Shangai -. Non entro nel merito della questione perché non saprei esprimermi a riguardo, visto che non sono un tecnico. Premetto che squadre più importanti del Livorno per me non c'è ne sono, ma sono convinto che se una cosa del genere fosse accaduta a tifoserie di squadre più importanti, come Juventus, Roma, Napoli o Milan, avrebbero senza alcun dubbio aumentato la capienza. Anzi, in pochi giorni avrebbero addirittura costruito il secondo anello al settore ospiti».
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