Il Tirreno

Livorno

Finiscono in carcere perché sfrattati dalla casa in affitto

di Gianni Tacchi
Finiscono in carcere perché sfrattati dalla casa in affitto

Livorno, la coppia era ai domiciliari dopo una condanna per spaccio: non riuscivano più a pagare l’affitto e sono stati portati alle Sughere

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LIVORNO. Erano agli arresti domiciliari da quasi due anni, dopo essere stati condannati per spaccio di sostanze stupefacenti nel luglio del 2015 e aver passato i primi sei mesi in carcere. Ma ultimamente, essendo entrambi disoccupati e non avendo disponibilità economica, non riuscivano più a pagare l’affitto dell’appartamento in cui stavano scontando la pena. E così è partito l’iter necessario per lo sfratto, che ha portato la coppia direttamente alle Sughere, visto che i due non avevano una soluzione alternativa in cui andare. In carcere sono finiti un livornese di 61 anni e una donna di nazionalità albanese di 49, che vivevano insieme in un’abitazione nella zona di Ardenza e alle spalle hanno numerosi precedenti per reati legati sempre allo spaccio.

I due vennero fermati più di due anni fa perché coinvolti in un ingente traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e marijuana, nella nostra città: insieme a loro finirono in manette altri quattro livornesi, per un totale di sei pedine che erano alla base di un’organizzazione sulla quale non venne fatta chiarezza al 100%. L’indagine dell’epoca andò avanti per alcuni mesi, portando comunque all’arresto di quelle persone che spacciavano tra le strade e le piazze di Livorno. La misura cautelare nei confronti del 61enne livornese e della 49enne albanese, inizialmente in carcere, venne attenuata all’inizio del 2016, quando i due finirono agli arresti domiciliari e andarono nell’appartamento dal quale sono stati appena sfrattati: per loro, entrambi senza lavoro e in difficoltà dal punto di vista economico, pagare l’affitto di quella piccola abitazione era diventato praticamente impossibile.

Sono stati i carabinieri della stazione di Ardenza, che si trova nelle vicinanze dell’abitazione dei due spacciatori, a eseguire le ordinanze di custodia cautelare e a portare la coppia alle Sughere. Le forze dell’ordine sono intervenute nella serata di venerdì scorso, dopo l’intimazione di sfratto nei confronti della coppia. «In questi casi - spiegano dal comando provinciale dei carabinieri, che ha seguito e coordinato il caso - serve dimostrare la disponibilità di un luogo in cui poter andare a scontare la pena, altrimenti l’unica alternativa è il carcere, a meno che la misura cautelare non venga attenuata. Loro non avevano altre soluzioni, il provvedimento non è cambiato e così sono stati portati alle Sughere».

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