Il Tirreno

Livorno

Bartolena, la preside non cambia idea protestano i genitori

di Giada Nuti
Bartolena, la preside non cambia idea protestano i genitori

In ballo l’obbligo di andare a prendere i propri figli all’uscita Flash mob per chiedere alla dirigente di fare come in altri istituti 

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LIVORNO. Sembra una mattina ordinaria davanti alle scuole medie Bartolena di via San Simone. Eppure pian piano appaiono cartelli con su scritto ‘Io lavoro, tu cresci’ o ‘Prof unitevi a noi’. Sono il segno di una protesta pacifica da parte dei genitori che, da mercoledì, sono obbligati ad andare a prendere i figli all’uscita della scuola, dalla sentenza della Cassazione dello scorso settembre che ha portato all’attenzione generale la questione della sicurezza del minore.

«Io sono un nonno ormai in pensione con tanto tempo libero – dice Ennio Marcolini, in attesa del nipote – ma per i genitori che lavorano è un problema».

La dirigente della scuola, Simonetta Costagliola, applica la legge fino a che non cambierà a livello nazionale la normativa. “Non cambierò la procedura di uscita dei ragazzi da scuola, finché la legge dello stato non sarà chiarita», sono le sue parole. «Abbiamo fatto alcuni incontri sia con i genitori sia con i docenti e il personale scolastico. Capisco il disagio dei genitori, ma si tratta di responsabilità». Poi aggiunge: «La scuola non vuole remare contro ai genitori o agli alunni. È un disagio per tutti anche per il personale scolastico. Se da una parte il genitore deve fare le corse per venire a prendere il bimbo, dall’altra il personale scolastico ha il disagio di doversi fermare oltre l’orario per accompagnare fuori i bimbi e attendere con loro l’arrivo di un adulto che si faccia riconoscere».

In piazza San Simone da una parte c’è chi protesta, dall’altra invece ci sono tanti genitori che va a prendere i propri figli senza lamentarsi. «E’ un disagio – afferma Desirè Amato, mamma in attesa del figlio – quando finalmente il figlio ha l’età per tornare da solo così da liberare un po’ i genitori, la scuola ci mette lo zampino».

«Non abbiamo neanche un minimo di supporto da parte della polizia municipale che è qui per fare le multe alle macchine ferme in attesa dei ragazzi», dicono alcuni genitori che indicano i vigili urbani in loco.

I promotori della protesta chiedono che la dirigente scolastica si allinei ai provvedimenti presi da altre scuol, come dice Claudia Chiari. Tipo una convenzione tra scuola e famiglia come è stato adottato alle Micali.«Io sarei d’accordo con i genitori – afferma la prof Serenella Ercoli – ma ho le mani legate. Se lasciare uscire i bimbi da soli mi rende responsabile al punto tale da rischiare una denuncia penale». Chiude Mara Deramo: «Io non posso licenziarmi da lavoro per venire tutti i giorni a prendere mio figlio, vorrà dire che dovrò pagare qualcuno».

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