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in carcere un 30enne
Coltellate in via della Posta arrestato aggressore
LIVORNO. Quelle coltellate in pieno centro, nel primo pomeriggio e davanti ad alcuni testimoni, avevano sconvolto tanti residenti della zona, tra le urla per le ferite e le macchie di sangue rimaste...
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LIVORNO. Quelle coltellate in pieno centro, nel primo pomeriggio e davanti ad alcuni testimoni, avevano sconvolto tanti residenti della zona, tra le urla per le ferite e le macchie di sangue rimaste sull’asfalto. Una lite violentissima, scoppiata lo scorso venerdì 20 ottobre in via della Posta, raccontata subito dal Tirreno attraverso anche l’esasperazione dei cittadini e finita con i due marocchini coinvolti all’ospedale. Entrambi furono subito denunciati in stato di libertà per lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio, poi le indagini dei carabinieri della stazione Livorno Porto hanno portato all’arresto di uno dei due aggressori, il 30enne Milodi Nasry: irregolare sul territorio nazionale e con numerosi precedenti, quasi tutti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, è stato fermato mercoledì scorso e trasferito alle Sughere. Nei confronti dell’altro giovane, un 23enne che ha il permesso di soggiorno e vive a Viareggio, non sono scattati invece altri provvedimenti: anche lui ha alcuni precedenti alle spalle.
Nasry rimase ferito alla coscia, riportando un taglio non profondo e uscendo dall’ospedale con una prognosi di 10 giorni. Ad avere la peggio fu invece il più giovane: lesione tendinea alla mano destra, trauma cranico non commotivo e 30 giorni di prognosi. «Probabilmente finì per terra battendo la testa», spiegano dal comando provinciale dei carabinieri. Ma perché è stato arrestato solo il 30enne? Non per aver causato ferite più gravi, ma perché nei suoi confronti c’era già una misura cautelare in corso, un obbligo di firma per un precedente riguardante lo spaccio. E proprio a causa di questo provvedimento, non poteva essere espulso dall’Italia.
I carabinieri, chiamati da alcuni residenti di via della Posta e intervenuti sul posto subito dopo la violenta lite, identificarono i due giovani all’ospedale e ascoltarono alcuni testimoni per ricostruire quanto accaduto. Il caos era scoppiato all’esterno di un negozio di kebab di via della Posta, gestito da un tunisino estraneo ai fatti e che, almeno per il momento, non rischia la chiusura dell’attività. Entrambi i marocchini avevano un coltello, ma le due armi non sono state trovate: alla base della lite tra i due giovani ci sarebbero motivi futili, ma non si esclude la pista della droga, considerando i precedenti alle loro spalle.
«Siamo riusciti a ricostruire questa reciproca aggressione grazie anche ad alcune testimonianze - spiega Armando Ago, comandante del reparto operativo dei carabinieri - via della Posta è a ridosso dell’area cittadina considerata a rischio, quella tra piazza della Repubblica e piazza Garibaldi, e l’obiettivo è diminuire l’insicurezza percepita dai residenti». Che dopo la lite di un mese fa, ennesimo episodio di violenza in quella zona, si erano sfogati parlando di esasperazione e chiedendo più controlli alle forze dell’ordine.
(g.t.)
Nasry rimase ferito alla coscia, riportando un taglio non profondo e uscendo dall’ospedale con una prognosi di 10 giorni. Ad avere la peggio fu invece il più giovane: lesione tendinea alla mano destra, trauma cranico non commotivo e 30 giorni di prognosi. «Probabilmente finì per terra battendo la testa», spiegano dal comando provinciale dei carabinieri. Ma perché è stato arrestato solo il 30enne? Non per aver causato ferite più gravi, ma perché nei suoi confronti c’era già una misura cautelare in corso, un obbligo di firma per un precedente riguardante lo spaccio. E proprio a causa di questo provvedimento, non poteva essere espulso dall’Italia.
I carabinieri, chiamati da alcuni residenti di via della Posta e intervenuti sul posto subito dopo la violenta lite, identificarono i due giovani all’ospedale e ascoltarono alcuni testimoni per ricostruire quanto accaduto. Il caos era scoppiato all’esterno di un negozio di kebab di via della Posta, gestito da un tunisino estraneo ai fatti e che, almeno per il momento, non rischia la chiusura dell’attività. Entrambi i marocchini avevano un coltello, ma le due armi non sono state trovate: alla base della lite tra i due giovani ci sarebbero motivi futili, ma non si esclude la pista della droga, considerando i precedenti alle loro spalle.
«Siamo riusciti a ricostruire questa reciproca aggressione grazie anche ad alcune testimonianze - spiega Armando Ago, comandante del reparto operativo dei carabinieri - via della Posta è a ridosso dell’area cittadina considerata a rischio, quella tra piazza della Repubblica e piazza Garibaldi, e l’obiettivo è diminuire l’insicurezza percepita dai residenti». Che dopo la lite di un mese fa, ennesimo episodio di violenza in quella zona, si erano sfogati parlando di esasperazione e chiedendo più controlli alle forze dell’ordine.
(g.t.)
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