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Pochi biglietti, tifosi pronti a disertare il derby col Pisa

di Gianni Tacchi
Pochi biglietti, tifosi pronti a disertare il derby col Pisa

Manca solo l’ufficialità per i 430 tagliandi ai livornesi: l’idea è comprarli e strapparli Riunione a Roma per la partita del 26, si va verso l’anticipo alle 14,30 con diretta tv

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LIVORNO. L’attesa pietrificata, l’entusiasmo tagliato, la voglia di rivivere il derby spezzata. Anzi, i derby, perché le decisioni sulla partita di domenica 26 avranno ripercussioni anche sulla sfida di ritorno. Come annunciato dal Tirreno a fine ottobre, quasi sicuramente saranno soltanto 430 i biglietti a disposizione dei tifosi amaranto, che sono pronti a disertare il settore ospiti dell’Arena Garibaldi come forma di protesta.

Dalla riunione di ieri mattina al Viminale, alla quale hanno partecipato anche le questure delle due città e i dirigenti di entrambi i club in collegamento streaming, non è emersa la possibilità di un aumento della capienza dello stadio di Pisa, come accaduto invece per qualche big-match del recente passato. I motivi? Da una parte c’è il problema di uno stadio che non rispetta la normativa antisismica, dall’altra invece le questioni legate all’ordine pubblico. E così manca solo l’ufficialità per i 430 tagliandi riservati ai sostenitori amaranto, ufficialità che dovrebbe arrivare domani, giorno della riunione del Gos (Gruppo operativo sicurezza). Oggi è atteso invece il comunicato sull’orario di Pisa-Livorno, che al 99% sarà anticipata alle 14,30 sempre per questioni di sicurezza, mentre sulla diretta tv ci sono contatti in corso per la cessione dei diritti a Telegranducato e Canale 50, o almeno a una delle due emittenti televisive, con utilizzo delle immagini del canale web Sportube.

L’ipotesi dei soli 430 biglietti per Pisa, diventata ora quasi una certezza, ha fatto indignare e infuriare i sostenitori amaranto, che adesso pensano a boicottare la trasferta. In caso di conferma di questo quadro, l’obiettivo degli ultrà della curva Nord - che in questi giorni parleranno con i rappresentanti dei club di tifosi - sarebbe quello di lasciare completamente vuoto il settore ospiti dell’Arena. Come? Le soluzioni sono due: la prima è non comprare proprio i biglietti, per i quali non sarebbe necessaria la tessera del tifoso, la seconda invece prevede di acquistarli tutti e strapparli. E nelle ultime ore si sta diffondendo proprio questa seconda ipotesi, considerando anche e soprattutto che una parte dell’incasso dovrebbe essere devoluta agli alluvionati: un’idea nata dopo la tragica notte tra il 9 e 10 settembre. Insomma, si va verso una forma di protesta forte e senza precedenti, spinta dal fatto che - in passato e in seguito a richieste del genere - da Pisa era stato concesso un maggior numero di tagliandi per i tifosi ospiti.

«Il derby è il derby di tutti, non quello di pochissimi privilegiati - si legge nel comunicato della curva Nord amaranto - in questo modo viene ucciso, tra l’altro per la seconda volta consecutiva, uno dei derby più attesi del panorama calcistico». Che tornerà fra dieci giorni dopo otto anni di assenza, con gli ultimi mesi passati dai tifosi di entrambe le squadre a pensare quasi ogni giorno alla sfida del 26 novembre.

Le richieste per non ampliare la capienza dell’Arena Garibaldi (ora a quota 8.600) e per spostare il derby alle 14,30 (inizialmente era stato fissato alle 20,30) sono partite dalla questura di Pisa, che avrebbe sottolineato i problemi di sicurezza e ordine pubblico in caso contrario. E dopo l’incontro di ieri mattina al Viminale, con il manager amaranto Nicola Pecini in collegamento streaming da Livorno, adesso sono previste altre due riunioni per chiudere il cerchio: oltre a quella di domani del Gos, lunedì a Pisa si ritroverà la commissione di vigilanza per altre questioni legate all’ordine pubblico. «Cosa succederà il giorno della partita - hanno commentato gli ultrà amaranto nello stesso comunicato - cioè se tifosi livornesi partiranno senza biglietto per Pisa, sarà un problema di chi ha creato questa situazione con la scusa della sicurezza».

@giannitacchi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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