Il Tirreno

Livorno

dopo la bocciatura da parte del tar 

Cinque Stelle «Sentenza Aamps, il Pd dice bugie»

LIVORNO. «Il Tar della Toscana ha decretato la fine dell’autonomia dei Comuni in materia di gestione del servizio rifiuti». E’ questo l’esordio del contrattacco del gruppo consiliare del Movimento...

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LIVORNO. «Il Tar della Toscana ha decretato la fine dell’autonomia dei Comuni in materia di gestione del servizio rifiuti». E’ questo l’esordio del contrattacco del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle: riprende la posizione del sindaco Nogarin e rincara la dose: «Qualsiasi esponente politico che avesse minimamente a cuore il proprio territorio dovrebbe essere preoccupato, se non alzare vere e proprie barricate». Al contrario, il Pd – si afferma – preferisce invece «esultare e sfruttare l’occasione per tornare a sparare sul concordato preventivo in continuità di Aamps, che con la sentenza del Tar c’entra poco o nulla».

Il fronte dei consiglieri pentastellati a Palazzo Civico ribadiscono un concetto sottolineato da Nogarin: «Al Pd non interessano né i cittadini livornesi né i lavoratori di Aamps, ma solo privatizzare un servizio strategico».

E se i “dem” erano andati all’attacco dicendo che il concordato preventivo ha determinato «enormi oneri a carico dei contribuenti», il M5s replica accusando il Pd di dire le bugie: «Il concordato, incluse le consulenze professionali, è costato poco più di 900mila euro. Ricapitalizzare l’azienda, senza peraltro avere alcuna garanzia su un suo successivo e indispensabile risanamento gestionale, sarebbe costato almeno 10 volte tanto».

E se il Pd parla di «un non risultato», il gruppo consiliare pentastellato ribatte sottolineando che «protetta dall’ombrello del tribunale, l’azienda ha potuto ristrutturarsi e rilanciarsi, chiudendo il 2016 con 2,3 milioni di euro di utili. Un bel salto in avanti rispetto al 2014 quando si registravano perdite per 11,4 milioni di euro».

Infine, se il Pd ripete che «la sentenza del Tar mette a rischio il concordato», il Movimento Cinque Stelle replica che «la sentenza dice solo che non è possibile estendere il contratto di servizio al 2030, visto che, una volta costituita la società pubblico privata Reti Ambiente, sarà questa a subentrare ai gestori attuali». Poi aggiunge: «Ciò che stupisce è che il Tar - così come il Pd - “suggerisca” al Comune di trovare un accordo con Ato per permettere all’azienda di operare fino al 2021, data naturale della scadenza del concordato. E’ quantomeno curioso che un tribunale amministrativo dia suggerimenti su una procedura che, peraltro, attiene alla giustizia ordinaria».

C’è una cosa però un giudizio che il M5s accetta: quando il Pd lo accusa di deliri isolazionistici. Ben venga l’”isolazionismo” se si tratta di: 1) «mantenere pubblico un servizio strategico»; 2) tutelare i lavoratori dell’azienda («se assorbiti in Reti Ambiente, potrebbero essere spediti a lavorare a Massa o a Lucca o in Garfagnana»); 3) «garantire ai livornesi un servizio a costi più bassi rispetto a quelli previsti con la società pubblico-privata»; 4) portare avanti un progetto a rifiuti zero e un progressivo smantellamento dell’inceneritore di Livorno».

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