Italia
presidio organizzato da usb: «nessuna novitÀ sui 30 milioni»
«Sbloccata la cassa in deroga»
L’annuncio del direttore dell’Inps ai disoccupati che protestavano
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LIVORNO. “Sbloccare subito i 500 euro per i disoccupati”. E ancora: “Non ci vogliono in pensione, ci vogliono morti”. Sono i due striscioni appesi ieri davanti alla sede dell’Inps in piazza Unità d’Italia da un presidio di disoccupati sostenuto dal sindacato Usb.
Il gruppo ha chiesto un incontro urgente alla direttrice dell’istituto Lucia Terrosi. «All’ordine del giorno l’aumento dell’età pensionistica confermata dal governo ma soprattutto gli ammortizzatori sociali, promessi ed annunciati ormai da marzo, per tutti coloro che hanno finito ogni sostegno al reddito nelle aree di Livorno e Piombino - evidenzia una nota del sindacato -. Si tratta di 30 milioni persi nei meandri dei rapporti e delle convenzioni fra Inps, ministero e Regione che dovrebbero avere una triplice funzione: un’indennità di ricollocazione per coloro che hanno perso il lavoro, un’indennità di partecipazione per coloro che seguono corsi di formazione (le famose 500 euro mensili a disoccupato) ed un incentivo all’assunzione per le alle imprese».
Il direttore dell’Inps ha ricevuto una delegazione dei lavoratori. Durante l’incontro sono emerse novità positive e negative. La prima: «Lo sblocco della cassa integrazione in deroga è una realtà - spiegano da Usb -. Il 31 ottobre scorso con la circolare 159 “Trattamenti di mobilità in deroga per i lavoratori che operino in un’area di crisi complessa l’Inps ha sbloccato la situazione. Dovrà ora essere la Regione a fornire i nominativi dei lavoratori interessati, cioè coloro a cui è terminata la mobilità nel 2017 (quindi esclusi quelli del 2016). La Regione, dunque, dovrà inviare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’elenco dei lavoratori oltre che il Piano Regionale di Politiche Attive del Lavoro».
«Nessuna novità invece sui 30 milioni per i disoccupati di Livorno e Piombino. La procedura non è stata sbloccata ed è sempre ferma a Roma. Dalla sede Inps di Livorno non sanno dire i motivi di questo blocco».
Il gruppo ha chiesto un incontro urgente alla direttrice dell’istituto Lucia Terrosi. «All’ordine del giorno l’aumento dell’età pensionistica confermata dal governo ma soprattutto gli ammortizzatori sociali, promessi ed annunciati ormai da marzo, per tutti coloro che hanno finito ogni sostegno al reddito nelle aree di Livorno e Piombino - evidenzia una nota del sindacato -. Si tratta di 30 milioni persi nei meandri dei rapporti e delle convenzioni fra Inps, ministero e Regione che dovrebbero avere una triplice funzione: un’indennità di ricollocazione per coloro che hanno perso il lavoro, un’indennità di partecipazione per coloro che seguono corsi di formazione (le famose 500 euro mensili a disoccupato) ed un incentivo all’assunzione per le alle imprese».
Il direttore dell’Inps ha ricevuto una delegazione dei lavoratori. Durante l’incontro sono emerse novità positive e negative. La prima: «Lo sblocco della cassa integrazione in deroga è una realtà - spiegano da Usb -. Il 31 ottobre scorso con la circolare 159 “Trattamenti di mobilità in deroga per i lavoratori che operino in un’area di crisi complessa l’Inps ha sbloccato la situazione. Dovrà ora essere la Regione a fornire i nominativi dei lavoratori interessati, cioè coloro a cui è terminata la mobilità nel 2017 (quindi esclusi quelli del 2016). La Regione, dunque, dovrà inviare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’elenco dei lavoratori oltre che il Piano Regionale di Politiche Attive del Lavoro».
«Nessuna novità invece sui 30 milioni per i disoccupati di Livorno e Piombino. La procedura non è stata sbloccata ed è sempre ferma a Roma. Dalla sede Inps di Livorno non sanno dire i motivi di questo blocco».
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