Italia
«Costretta a lavorare così per evitare multe»
LIVORNO. «Mi sembra di lavorare dentro ad un banco dei Puffi, ma a questo sono costretta, se voglio evitare di essere sanzionata». Manola Martelli, ribattezzata “la pasionaria” di piazza Garibaldi...
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LIVORNO. «Mi sembra di lavorare dentro ad un banco dei Puffi, ma a questo sono costretta, se voglio evitare di essere sanzionata». Manola Martelli, ribattezzata “la pasionaria” di piazza Garibaldi sta cercando di concentrare tutto ciò che vende la sua baracchina “Manola vintage” - e quindi decine abiti, borse, vestiti, accessori - in quella manciata di metri quadri che ha a disposizione.
Nove metri e sessanta di lunghezza, due metri di larghezza: qui dentro, in teoria, secondo la normativa comunale legata alle vecchie concessioni, devono trovare spazio gli stendini, gli espositori, le scaffalature. E ovviamente gli acquirenti devono avere un minimo di autonomia di muoversi e scegliere i capi di abbigliamento e anche di provarsi i vestiti. Non c’è possibilità di un centimetro in più fuori, di suolo pubblico, neppure pagando. «Impossibile tutto ciò: vuol dire non farci lavorare dignitosamente, vuol dire spingerci a riconsegnare le chiavi. Come si fa ad organizzarci in uno spazio così ridotto?», si sfoga lei che ha 60 anni ed ha aperto l’attività, anni fa, per aiutare un figlio invalido e disoccupato che ha una famiglia.
«Abbiamo chiesto in tutte le lingue di poterci adeguare alle nuove concessioni, pagando il suolo pubblico di cui abbiamo bisogno per esporre la nostra merce in modo decoroso». Martelli è sempre presente anche in consiglio comunale per supportare la sua causa e quella di chi, in piazza, come lei, è titolare delle cosiddette vecchie concessioni. «Io ho già preso una multa di 169 euro da parte dei vigili urbani per occupazione abusiva di suolo pubblico per aver messo fuori gli stendini: nel corso di queste settimane siamo stati tartassati e io adesso non voglio più prenderle e quindi mi adeguo». Martelli si adegua. Tra necessità e provocazione di una cosa è certa: «Io da qui non me ne vado, resto fino alla scadenza della concessione nel 2026. Pago 210 euro di affitto mensile al comune». E chiude: «Se ci vogliono far chiudere per fare una piazza intera dedicata allo street food ci diano una buona uscita nel rispetto di tutto quello che abbiamo versato in questi anni».(f.s.)
Nove metri e sessanta di lunghezza, due metri di larghezza: qui dentro, in teoria, secondo la normativa comunale legata alle vecchie concessioni, devono trovare spazio gli stendini, gli espositori, le scaffalature. E ovviamente gli acquirenti devono avere un minimo di autonomia di muoversi e scegliere i capi di abbigliamento e anche di provarsi i vestiti. Non c’è possibilità di un centimetro in più fuori, di suolo pubblico, neppure pagando. «Impossibile tutto ciò: vuol dire non farci lavorare dignitosamente, vuol dire spingerci a riconsegnare le chiavi. Come si fa ad organizzarci in uno spazio così ridotto?», si sfoga lei che ha 60 anni ed ha aperto l’attività, anni fa, per aiutare un figlio invalido e disoccupato che ha una famiglia.
«Abbiamo chiesto in tutte le lingue di poterci adeguare alle nuove concessioni, pagando il suolo pubblico di cui abbiamo bisogno per esporre la nostra merce in modo decoroso». Martelli è sempre presente anche in consiglio comunale per supportare la sua causa e quella di chi, in piazza, come lei, è titolare delle cosiddette vecchie concessioni. «Io ho già preso una multa di 169 euro da parte dei vigili urbani per occupazione abusiva di suolo pubblico per aver messo fuori gli stendini: nel corso di queste settimane siamo stati tartassati e io adesso non voglio più prenderle e quindi mi adeguo». Martelli si adegua. Tra necessità e provocazione di una cosa è certa: «Io da qui non me ne vado, resto fino alla scadenza della concessione nel 2026. Pago 210 euro di affitto mensile al comune». E chiude: «Se ci vogliono far chiudere per fare una piazza intera dedicata allo street food ci diano una buona uscita nel rispetto di tutto quello che abbiamo versato in questi anni».(f.s.)
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