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Bacino, dall’Authority ora parte l’ingiunzione

Bacino, dall’Authority ora parte l’ingiunzione

Palazzo Rosciano vuol sbloccare l’impasse che paralizza l’iter dell’affidamento Dopo l’incidente mortale di due anni fa la nave Urania è ancora lì: va rimossa

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LIVORNO. Partirà a breve giro di posta «una ingiunzione a rimuovere« il relitto della nave Urania, nei confronti di Sopromar, Azimut e cantiere Montano, da parte dell’Autorità di sistema portuale. Ad annunciarlo, ieri, è stato lo stesso segretario generale dell’Authority di Palazzo Rosciano, Massimo Provinciali.

Nello scorso mese di marzo è stato dissequestrato il bacino galleggiante Mediterraneo, teatro del tragico incidente del 25 agosto di due anni fa in cui morì un operaio di 38 anni, ma la nave Urania ancora non si è mossa, così come è rimasta ferma di conseguenza anche la gara per l’affidamento della gestione del comparto bacini.

«Aspettavamo aggiornamenti proprio per la fine del mese di ottobre – ha tenuto a sottolineare il numero due di Palazzo Rosciano – dopo aver ricevuto notizie sul fatto che la vicenda si sarebbe sbloccata, ma ancora non si è visto muovere nulla. E adesso, non avendo avuto notizie, ci muoveremo noi perché il bacino deve essere liberato».

La possibilità di reintervenire sul bacino galleggiante è di vitale importanza per rimettere in carreggiata l’iter della gara per l’affidamento del complesso dei bacini: congelata da quando è avvenuto l’incidente mortale.

Nel frattempo non sono mancate le prese di posizione e le iniziative per sbloccare la situazione: la situazione occupazionale della città è tale da avere assoluto bisogno di mettere in circuito tutte le opportunità di lavoro. E fra queste, quella riguardante i bacini di carenaggio rappresenta una delle chance più rimarchevoli.(e.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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