Il Tirreno

Livorno

Senza riscaldamento e col figlio disabile, l'appello «Dateci un’altra casa popolare»

di Federico Lazzotti
Senza riscaldamento e col figlio disabile, l'appello «Dateci un’altra casa popolare»

Livorno, nell’abitazione nonostante i trattamenti torna la muffa : «Si è rotto anche il “pinguino”, rischiamo di morire di freddo»

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LIVORNO. Quando hai un figlio disabile, sette gradini da salire per entrare a casa possono diventare, ogni volta, una montagna da scalare. E poi hai voglia a fare trattamenti anti-muffa alle pareti dell’immobile popolare al numero 1 di via Don Davide Albertario: l’umidità la puoi togliere per un po’ ma dopo qualche tempo ricompare.

«Soprattutto perché – spiega Cristina Ercole che con il marito Daniele Barghigiani e i tre figli vive in questa casa popolare da sette anni – manca l’impianto di riscaldamento. E quest’anno che si è rotto anche il pinguino che faceva aria calda rischiamo sul serio di morire per il freddo».

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È per questo che la famiglia nei giorni scorsi ha preso carta e penna e ha scritto anche al sindaco Filippo Nogarin per chiedere un’altra sistemazione dopo aver fatto richiesta due volte negli ultimi anni.

«Sul bando provvisorio – spiega il padre che lavora come operaio – ci hanno assegnato solo 26 punti, ma non ci sono stati conteggiati la rimozione delle barriere architettoniche perché mio figlio non è sulla carrozzina. Sembra – va avanti – che le visite alle quali è stato sottoposto da una commissione dell’Asl che ne certificano una invalidità grave, non contino».

In questo appartamento la famiglia abita dal 2010. «Prima di trasferirci qui – va avanti mamma Cristina – vivevamo in un appartamento in via Ernesto Rossi. Ma l’affitto era troppo alto per le nostre possibilità. Così quando si è presentata l’occasione di andare in un alloggio popolare dove paghiamo 91 euro al mese, ci siamo trasferiti in quello che allora era disponibile con la speranza poi di trovare una sistemazione più adatta soprattutto per le condizioni di nostro figlio». Perché la casa, 64 metri quadrati calpestabili che aggiungendo la veranda e la cantinetta diventano 74, nonostante qualche ristrettezza alla famiglia è sufficiente. Anche perché con Casalp è già stato raggiunto un accordo per fare un bagno grande al posto dei due piccoli che ci sono adesso e dove è difficoltoso passare con il figlio disabile.

La beffa dunque, oltre ai gradini sta nel bando per installare il riscaldamento. «I punti – concludono – vengono dati solamente se hai il riscaldamento non a norma se non lo hai proprio non conta...».


 

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