Il Tirreno

Livorno

Dubbi sul funzionamento delle casse di espansione

di Matteo Scardigli
Dubbi sul funzionamento delle casse di espansione

Convegno in Provincia per andare alla radice dei guai e evitare l’apocalisse bis Il Genio Civile punta il dito: sul rio Cigna abbiamo censito 56 abusi, tutti assolti

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LIVORNO. «Nuovo Centro, case costruite in zona di pericolo e forse un malfunzionamento delle casse di espansione che potrebbe aver causato i danni all’Ardenza». A dirlo il geologo Fabio Giusti, nel corso dell’incontro “Territori in sicurezza idrogeologica tra cause, effetti, soluzioni: dal dire al fare”, organizzato in Provincia dal Caffè della Scienza “Nicola Badaloni” icon Igg Cnr e “La Limonaia” (e moderato dal vicedirettore del Tirreno Fabrizio Brancoli). In tale sede il quale il presidente del consorzio di bonifica Giancarlo Vallesi ha messo sul tavolo l’eventualità delle dimissioni «se emergeranno responsabilità oggettive in merito all’alluvione».

La tavola rotonda, tuttavia, non era stata pensata per trovare “colpevoli”, ma per riunire attorno ad un tavolo ricercatori, tecnici e politici al fine di ricercare le cause dei fenomeni e ridurre l'incertezza sulla loro previsione. «Il riscaldamento globale altera il ciclo idrogeologico, e questo origina eventi localizzati di precipitazione intensa che tuttavia non devono essere usati come alibi per la cattiva gestione del territorio», ha spiegato il direttore del Cnr di Pisa Antonello Provenzale, sottolineando la crescente importanza dell’ “ultimo miglio”, cioè «chi decide in condizioni di incertezza dettata dall’emergenza». È l’anello debole, per citare il professor Fabio Castelli (Università di Firenze): bisogna «arrivare ad ogni cittadino per metterlo a conoscenza del suo personale livello di rischio». Per Castelli occorre comunque «migliorare il sistema di protezione civile, oltre ad adeguare le opere di difesa e potenziare i sistemi di allerta e mitigazione dei danni».

E invece «Livorno è prima in Toscana per consumo di suolo», ha sottolineato Giusti illustrando la carta di pericolosità generale della città e puntando il dito proprio sull’esplosione di cemento del Nuovo Centro: «Dieci anni fa non c’erano il centro commerciale né le case». Lì ci sono 4 casse di espansione, «e potrebbe esser stato un malfunzionamento del sistema a causare i danni ai vivai Biricotti e in tutta quella zona».

Il comportamento dell’alluvione comunque ha sorpreso anche il climatologo Lorenzo Catania: «Il fenomeno ha assunto caratteri eccezionali, tale per cui i corsi d’acqua sarebbero esondati ugualmente anche se i corsi d’acqua fossero stati puliti da tutta la filiera». E chiamato in causa Vallesi ha risposto: «Possiamo fare di più e meglio, ma il Comune deve far togliere gli ostacoli al nostro lavoro ed emanare ordinanze per la pulizia dei corsi minori. Se emergeranno responsabilità oggettive del Consorzio in ogni caso sono pronto a dimettermi».

Il problema, secondo l’assessore Giuseppe Vece, è sempre lo stesso: «Mancano risorse e chiarezza nell’attribuzione delle competenze, senza tutto questo la progettazione rimane su carta. Serve un maggiore impegno dalla Regione, noi intanto facciamo rete con i Comuni vicini per il territorio collinare». Ma la sua collega rosignanese, Margherita Pia, lo ha incalzato: «Quando si tratta di intervenire è anche questione di conoscenza e di tempo, e di deporre le bandiere politiche (anche per trattare meglio con Firenze)». L’altra faccia della medaglia riguarda infine la lotta ad abusivismo ed incuria: «I cittadini hanno già ripristinato reti e baracche, e sul rio Cigna abbiamo censito 56 abusi, tutti assolti», ha ribadito Francesco Pistone del Genio Civile, respingendo anche le accuse di "deforestazione" da parte del Wwf. In conclusione Vallesi ha assicurato: «Prima di Natale finiremo tutti gli interventi». E Vece ha elencato il cronoprogramma del Comune: «Completeremo le casse di espansione, metteremo in sicurezza dove possibile e censiremo dove non si potrà farlo, rivedremo i sistemi di allerta e l'educazione dei cittadini. Il club abusivo sul rio Ardenza verrà requisito e raso al suolo, e per il ponte del Giaggiolo decideremo sulla base di uno studio idraulico in corso».

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