La discarica di nessuno per ora resta lì
di Giulio Corsi
Da maggio la situazione era stata segnalata all’ufficio ambiente del Comune, ma la strada è privata e la pulizia spetta alla proprietà
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LIVORNO. Dopo la paginata del Tirreno sulla discarica dei furbetti, ieri pomeriggio una pattuglia della polizia municipale ha imboccato la viuzza sterrata che nasce da via della Padula, tra il cinema The Space e il carcere delle Sughere, ed è entrata nel tunnel della spazzatura creato sotto la Variante.
I vigili hanno controllato il materiale abbandonato e hanno constatato che si tratta di rifiuti da attività edilizia: quintali e quintali di piastrelle, vecchie finestre, mattoni, televisioni rotte, vater e lavandini. Una lingua di 50 metri di immondizia che giorno dopo giorno cresce.
È emerso che la presenza di molto di quel materiale era già stata segnalata dalla polizia municipale a maggio all’ufficio ambiente del Comune.
Ma adesso i rifiuti sono aumentati ancora e in più è comparso pure l’amianto: diverse tettoie di eternit, alcune spezzate e sgretolate, buttate lì da qualche ditta edile senza scrupolo, incurante del pericolo creato all’ambiente e ai residenti delle abitazioni nei dintorni.
Dai controlli effettuati ieri non sono comparsi indizi per risalire ai colpevoli. Per questo dal comando dei vigili invitano i residenti o chi avesse notato furgoni addentrarsi in zona in ore notturne, a segnalare le targhe in modo da agevolare le indagini.
Ci si chiederà: quando sarà portato via quel fiume di rifiuti? La risposta non è così scontata. Non a caso da maggio, la questione si trova sulle scrivanie dell’ufficio ambiente e cinque mesi dopo il tunnel è ancora pieno, anzi ancora più pieno. Il motivo sta nel fatto che la strada è privata, secondo quanto spiegano dalla polizia municipale. Per questo Aamps non si è mossa. Spetterebbe invece al proprietario provvedere alla pulizia. Ma quest’ultimo, a sua volta, potrebbe dimostrare di non essere colpevole, non solo della discarica, ma anche del mancato controllo sul suo terreno. E a quel punto?
Un groviglio burocratico che da 5 mesi tiene congelata la situazione. Ma che adesso, con la comparsa dell’amianto e dunque di pericolo per la salute pubblica, potrebbe essere sciolto con un’ordinanza del sindaco.
I vigili hanno controllato il materiale abbandonato e hanno constatato che si tratta di rifiuti da attività edilizia: quintali e quintali di piastrelle, vecchie finestre, mattoni, televisioni rotte, vater e lavandini. Una lingua di 50 metri di immondizia che giorno dopo giorno cresce.
È emerso che la presenza di molto di quel materiale era già stata segnalata dalla polizia municipale a maggio all’ufficio ambiente del Comune.
Ma adesso i rifiuti sono aumentati ancora e in più è comparso pure l’amianto: diverse tettoie di eternit, alcune spezzate e sgretolate, buttate lì da qualche ditta edile senza scrupolo, incurante del pericolo creato all’ambiente e ai residenti delle abitazioni nei dintorni.
Dai controlli effettuati ieri non sono comparsi indizi per risalire ai colpevoli. Per questo dal comando dei vigili invitano i residenti o chi avesse notato furgoni addentrarsi in zona in ore notturne, a segnalare le targhe in modo da agevolare le indagini.
Ci si chiederà: quando sarà portato via quel fiume di rifiuti? La risposta non è così scontata. Non a caso da maggio, la questione si trova sulle scrivanie dell’ufficio ambiente e cinque mesi dopo il tunnel è ancora pieno, anzi ancora più pieno. Il motivo sta nel fatto che la strada è privata, secondo quanto spiegano dalla polizia municipale. Per questo Aamps non si è mossa. Spetterebbe invece al proprietario provvedere alla pulizia. Ma quest’ultimo, a sua volta, potrebbe dimostrare di non essere colpevole, non solo della discarica, ma anche del mancato controllo sul suo terreno. E a quel punto?
Un groviglio burocratico che da 5 mesi tiene congelata la situazione. Ma che adesso, con la comparsa dell’amianto e dunque di pericolo per la salute pubblica, potrebbe essere sciolto con un’ordinanza del sindaco.
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