Il presidio
Tre assoluzioni per le piscine a Collesalvetti
Finisce con un buco nell’acqua anche l’ultimo stralcio del processo sul presunto raggiro
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LIVORNO . Esultano gli avvocati difensori, mentre per la Procura l’ultimo stralcio sul crac delle piscine e Collesalvetti si trasforma in un buco nell’acqua.
A mettere la parola fine su una delle inchieste che più ha fatto discutere visto il presunto intreccio tra politica e imprenditoria, il giudice per l’udienza preliminare Fabrizio Nicoletti che ha assolto perché «il fatto non costituisce reato», Marcello Galligani, 65 anni, Luca Berini, 51, e Marco Poles, 63.
Si tratta dei tre quinti del consiglio di amministrazione della Sesport, la società fallita nel 2011 che ha costruito e gestito il complesso della Cittadella dello sport di Collesalvetti. I tre erano accusati di fatti di bancarotta fraudolenta, dopo che la procura aveva riformulato la contestazione che in principio era di bancarotta fraudolenta in concorso. Mentre già due anni fa gli indagati erano stati prosciolti perché i reati contestati si erano prescritti.
Nell’udienza preliminare il pubblico ministero Massimo Mannucci che ha condotto l’indagine con il collega Giuseppe Rizzo, aveva chiesto (il processo era in abbreviato) tre anni per Galligani e Bernini e quattro per Poles.
«Siamo veramente molto soddisfatti» commentano gli avvocati Giovanni Alari, Luca Zingoni e Francesco Agostinelli. Dopo otto anni e tre diverse imputazioni penali: truffa, bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta fraudolenta impropria per operazioni dolose, oltre alla richiesta di fallimento della Gis avanzata dalla Procura e respinta dal Tribunale fallimentare, «la sentenza finalmente rende giustizia ai nostri assistiti, assolti con formula piena».
Per gli avvocati si tratta della conferma di come «gli imprenditori coinvolti nella questione della Cittadella dello Sport avessero operato coscienziosamente, senza commettere alcun reato». D’altronde – aggiunge Alari – sarebbe stato sufficiente leggere la documentazione in atti, tra cui soprattutto la relazione del Curatore del fallimento Sesport, per rendersi conto che non vi erano responsabilità degli amministratori Sesport né di quelli della Gis per il fallimento sia del progetto Cittadella dello Sport in senso ampio sia della società Sesport in senso stretto, ma che il tutto sia stato provocato dalle scelte politiche dei due sindaci succedutisi alla guida del Comune di Collesalvetti».
A mettere la parola fine su una delle inchieste che più ha fatto discutere visto il presunto intreccio tra politica e imprenditoria, il giudice per l’udienza preliminare Fabrizio Nicoletti che ha assolto perché «il fatto non costituisce reato», Marcello Galligani, 65 anni, Luca Berini, 51, e Marco Poles, 63.
Si tratta dei tre quinti del consiglio di amministrazione della Sesport, la società fallita nel 2011 che ha costruito e gestito il complesso della Cittadella dello sport di Collesalvetti. I tre erano accusati di fatti di bancarotta fraudolenta, dopo che la procura aveva riformulato la contestazione che in principio era di bancarotta fraudolenta in concorso. Mentre già due anni fa gli indagati erano stati prosciolti perché i reati contestati si erano prescritti.
Nell’udienza preliminare il pubblico ministero Massimo Mannucci che ha condotto l’indagine con il collega Giuseppe Rizzo, aveva chiesto (il processo era in abbreviato) tre anni per Galligani e Bernini e quattro per Poles.
«Siamo veramente molto soddisfatti» commentano gli avvocati Giovanni Alari, Luca Zingoni e Francesco Agostinelli. Dopo otto anni e tre diverse imputazioni penali: truffa, bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta fraudolenta impropria per operazioni dolose, oltre alla richiesta di fallimento della Gis avanzata dalla Procura e respinta dal Tribunale fallimentare, «la sentenza finalmente rende giustizia ai nostri assistiti, assolti con formula piena».
Per gli avvocati si tratta della conferma di come «gli imprenditori coinvolti nella questione della Cittadella dello Sport avessero operato coscienziosamente, senza commettere alcun reato». D’altronde – aggiunge Alari – sarebbe stato sufficiente leggere la documentazione in atti, tra cui soprattutto la relazione del Curatore del fallimento Sesport, per rendersi conto che non vi erano responsabilità degli amministratori Sesport né di quelli della Gis per il fallimento sia del progetto Cittadella dello Sport in senso ampio sia della società Sesport in senso stretto, ma che il tutto sia stato provocato dalle scelte politiche dei due sindaci succedutisi alla guida del Comune di Collesalvetti».
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