Bimbi a mensa, a Livorno raddoppiano i menù vegetariani e vegani
di Francesca Suggi
Motivi religiosi, etici e di salute: ecco come si mangia dal nido alle elementari. Dal Comune: «Il divario tra gli alimenti graditi e quelli salutari è ancora importante»
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LIVORNO. Pastina al pomodoro e basilico, vellutata di zucchine con orzo, cous cous vegetariano (tutto senza formaggio). Oppure frittata di ceci, tofu condito, fagioli agli aromi, polpette vegetali stufate. Da una parte i primi piatti, dall’altra i secondi (tutto è sempre servito con verdure di vari tipi): si tratta di un esempio di pietanze inserite nel menù vegano servito ai bambini dei nidi d’infanzia comunali. Tecnicamente si tratta di una delle “diete etiche”, insieme a quelle vegetariane, vegetariane con proteine animali, niente suino, no carne rossa che il Comune mette a disposizione, da anni, a tutti i bambini da zero a dieci anni iscritti ai servizi educativi-scolastici e alla mensa scolastica comunale. E in questo piccolo esercito di 6568 iscritti, il 5.4% sceglie un menù ad hoc per i cosiddetti motivi culturali ed etici, pari a 357 studenti, mentre il 3.8% - 253 bambini - sceglie diete speciali per ragioni di salute. «Il gap tra alimenti graditi e quelli salutari è ancora importante: solo una minoranza è abituata a mangiare secondo le linee guida della ristorazione scolastica regionale e tutte le attività che facciamo vanno proprio in quella direzione», puntualizza la responsabile dell’ufficio Ristorazione Scolastica del Comune, Franca Sala. Che ribadisce quanto alla base di ogni pasto servito nelle scuole ci siamo prodotti biologici, a chilometro zero, dop e igp: concetto, questo, da sempre sottolineato anche dall’assessora all’Istruzione Stella Sorgente.
RADDOPPIANO VEGETARIANI E VEGANI. Sono i dati aggiornati del servizio di ristorazione scolastica a raccontare come cambia il puzzle alimentare dei bambini di asili nido, materne ed elementari. Cambia per motivi etici, di salute, religiosi e culturali. Rispetto a 4 anni fa tra le famiglie che scelgono menù vegani e vegetariani per i loro figli, c’è stato un raddoppio del 103%. Da 32 bambini si è passati a 65: i numeri sono ancora piccoli, per carità, ma segnano una tendenza in aumento. «Il trend degli ultimi 4 anni scolastici evidenzia un lento e progressivo aumento delle diete vegetariane e vegane», commenta ancora Franca Sala.
Rispetto alla totalità degli studenti si tratta dell’1%, ad oggi. Il Comune di Livorno è stato tra i primi a livello nazionale a introdurre nelle scuole la possibilità di scegliere anche questo tipo di menù all’interno delle mense scolastiche, Nel dettaglio nell’anno scolastico 2013-2014 le richieste del menù vegano a scuola erano 7; l’anno dopo si è passati a 20, poi 25, per arrivare a 21. Tra i vegetariani si parte da 20 richieste, per arrivare anno dopo anno a 32. Per quanto riguarda chi chiede “veggie” con proteine animali oggi sono 12 le richieste, mentre 4 anni fa erano 5.
SU PASTA ALL’OLIO, GIU’ PESCE. Tabelle dietetiche articolate in otto settimane: l’obiettivo del Comune è quello di variare i menù proposti, diversificare, educare ai cibi salutari grazie a progetti e iniziative. Ecco che come da tradizione, tra i cibi più gettonati ci sono il grande classico della pasta all’olio, la pasta al pesto, le cotolette di pollo, le lasagne al ragù bio e le “nuove” spinacine.
È sempre Franca Sala a fare il punto, invece, su quelli che proprio non “vanno giù”.
«Tra i primi piatti sostanzialmente quelli che incontrano meno favore sono vellutata di porri e carote con pastina, riso vegetariano e vellutata di zucchine con orzo - e va nei dettagli - Le vellutate sono state inserite in tabella anche tenendo conto di quanto indicato dalle linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica in relazione ai graditissimi contorni di patate». E fa una precisazione: «Quando il primo piatto è costituito da un prodotto amidaceo asciutto (pasta, riso, gnocchi di patate, polenta) è opportuno che il contorno non sia costituito da patate in quanto ricche in carboidrati e quindi con una composizione in nutrienti analoga a quella dei primi piatti - e ancora - La frequenza di somministrazione delle patate per il pranzo scolastico è indicata 1 volta a settimana». Giù nel gradimento anche il riso vegetariano, le polpettine di merluzzo, i fagiolo all’uccelletto. «Gli alimenti meno graditi sono ancora le verdure ed il pesce anche se proposti, nel tempo e recentemente, con ricette diverse per una maggiore appetibilità del prodotto: eppure i bambini tendono a non mangiarli lo stesso», chiude.
RADDOPPIANO VEGETARIANI E VEGANI. Sono i dati aggiornati del servizio di ristorazione scolastica a raccontare come cambia il puzzle alimentare dei bambini di asili nido, materne ed elementari. Cambia per motivi etici, di salute, religiosi e culturali. Rispetto a 4 anni fa tra le famiglie che scelgono menù vegani e vegetariani per i loro figli, c’è stato un raddoppio del 103%. Da 32 bambini si è passati a 65: i numeri sono ancora piccoli, per carità, ma segnano una tendenza in aumento. «Il trend degli ultimi 4 anni scolastici evidenzia un lento e progressivo aumento delle diete vegetariane e vegane», commenta ancora Franca Sala.
Rispetto alla totalità degli studenti si tratta dell’1%, ad oggi. Il Comune di Livorno è stato tra i primi a livello nazionale a introdurre nelle scuole la possibilità di scegliere anche questo tipo di menù all’interno delle mense scolastiche, Nel dettaglio nell’anno scolastico 2013-2014 le richieste del menù vegano a scuola erano 7; l’anno dopo si è passati a 20, poi 25, per arrivare a 21. Tra i vegetariani si parte da 20 richieste, per arrivare anno dopo anno a 32. Per quanto riguarda chi chiede “veggie” con proteine animali oggi sono 12 le richieste, mentre 4 anni fa erano 5.
SU PASTA ALL’OLIO, GIU’ PESCE. Tabelle dietetiche articolate in otto settimane: l’obiettivo del Comune è quello di variare i menù proposti, diversificare, educare ai cibi salutari grazie a progetti e iniziative. Ecco che come da tradizione, tra i cibi più gettonati ci sono il grande classico della pasta all’olio, la pasta al pesto, le cotolette di pollo, le lasagne al ragù bio e le “nuove” spinacine.
È sempre Franca Sala a fare il punto, invece, su quelli che proprio non “vanno giù”.
«Tra i primi piatti sostanzialmente quelli che incontrano meno favore sono vellutata di porri e carote con pastina, riso vegetariano e vellutata di zucchine con orzo - e va nei dettagli - Le vellutate sono state inserite in tabella anche tenendo conto di quanto indicato dalle linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica in relazione ai graditissimi contorni di patate». E fa una precisazione: «Quando il primo piatto è costituito da un prodotto amidaceo asciutto (pasta, riso, gnocchi di patate, polenta) è opportuno che il contorno non sia costituito da patate in quanto ricche in carboidrati e quindi con una composizione in nutrienti analoga a quella dei primi piatti - e ancora - La frequenza di somministrazione delle patate per il pranzo scolastico è indicata 1 volta a settimana». Giù nel gradimento anche il riso vegetariano, le polpettine di merluzzo, i fagiolo all’uccelletto. «Gli alimenti meno graditi sono ancora le verdure ed il pesce anche se proposti, nel tempo e recentemente, con ricette diverse per una maggiore appetibilità del prodotto: eppure i bambini tendono a non mangiarli lo stesso», chiude.
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