Il Tirreno

Livorno

«Bando per vendere Spil 2, Palumbo è in pole position»

L’assessora Montanelli in consiglio comunale sotto gli attacchi delle opposizioni Commissione sprint: martedì la nomina, 24 ore dopo la riunione, ieri la graduatoria

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LIVORNO. Ancora l’aggiudicazione ufficiale non c’è, ma ieri pomeriggio, di fronte alla raffica di domande delle opposizioni sui guai della Spil, l’assessora Valentina Montanelli ha annunciato che la commissione giudicatrice ha già predisposto la graduatoria provvisoria fra i due contendenti in lizza per acquisire dalla società controllata dal Comune di Livorno l’80% di una “Spil 2”, alla quale sono state passate le zolle d’oro degli 81mila metri quadri delle aree di Paduletta.

Il risultato? L’offerta economica: «L’Iss Palumbo ha offerto 14,8 milioni di euro, la Spinelli srl 14». Il gruppo guidato da Andrea Palumbo ha presentato «anche l’offerta tecnica giudicata migliore». Non c’è però ancora l’aggiudicazione definitiva, e non è una questione di tempi: la commissione giudicatrice è stata cambiata martedì scorso, mercoledì si è riunita in seduta riservata e ieri ha emesso il proprio giudizio. L’assessora ha precisato che «essendo l’offerta fatta superiore ai quattro quinti del punteggio massimo attribuibile, il codice degli appalti impone di chiedere al diretto interessato (in questo caso Palumbo) di produrre una documentazione a garanzia della sostenibilità di quest’offerta. Tempo 15 giorni per farlo».

Non è stata una passeggiata, però, per la neo-assessora: il sindaco Filippo Nogarin ieri è stato a lungo assente dai lavori del consiglio per via della frattura rimediata nei giorni scorsi in seguito a una caduta da una moto da enduro. Quando è iniziato il dibattito su Spil era nella stanza accanto, ma non è mai entrato in sala per prendere parte alla discussione. Montanelli l’ha difeso dicendo che «la sua condizione fisica non gli permette di stare qui tutte le ore che vorrebbe», Marco Bruciati (Buongiorno) è andato su tutte le furie ripetendo che «l’assessora è stata lasciata sola» («situazione gravissima, o portate qualcuno che possa rispondere a tutte le domande o facciamo festa»). Un’assenza giudicata «grave» un po’ da tutti i membri delle opposizioni, da Livorno libera a Città Diversa (che hanno presentato due atti su Spil), anche perché – hanno ripetuto a turno – arrivata dopo mesi di domande e commissioni mancate. «O Spil è fuori controllo o c’è reticenza verso il consiglio comunale», ripete Andrea Raspanti (Futuro). Elisa Amato (Fi), presidente della commissione bilancio, annuncia a questo punto che l’amministratore unico di Spil, Vincenzo Piscitelli, dovrebbe venire a discuterne giovedì mattina: «Ma che stavolta sia quella buona...», è il ritornello ripetuto a più riprese.

Non è l’unica stazione della via crucis. Il capogruppo Pd, Pietro Caruso, non solo presenta una sfilza di 17 interrogativi, ma avanza una doppia richiesta di accesso agli atti. Lo fa per ricercare: 1) «la documentazione relativa a un eventuale sequestro conservativo della Paduletta»; 2) una «eventuale istanza di fallimento di Spil chiesta da creditori» (aggiungendo poi che «voglio sapere se esistono o no»). Sul primo punto Montanelli dirà che non le risulta ma che comunque ne chiederà riscontro ai vertici di Spil. Nel corso del dibattito ammetterà poi che per ora neanche al Comune è stato presentato il piano industriale.

Dai Cinque Stelle è Daniele Ceselli a controbattere allungando la lista con una diciottesima domanda, invitando Caruso a porsela: «Bisognerebbe che si chiedesse semmai quanto su questa azienda hanno pesato i derivati o la sciagurata operazione Odeon». Un refrain sul quale insiste anche Montanelli: il risanamento si cerca «dopo decenni di cattiva gestione» e «non sarà né facile né indolore».

Resta il fatto – è l’accusa di Marco Cannito (Cd) – che «da mesi e mesi non si riesce a portare la questione Spil all’esame della commissione, ma non doveva diventare il “braccio armato” per il rilancio?».

Capitolo bilancio. Alle richieste di Caruso l’assessora risponde che l’assemblea c’è stata il 14 settembre e che il bilancio 2016 non è stato approvato sulla base della relazione dei revisori: da un lato, il revisore legale nominato a luglio si è detto impossibilitato a farlo; dall’altro, il collegio sindacale si è espresso in modo negativo («anche per poste anticipate che hanno origine dallo sfasamento fra bilancio civilistico e fiscale»).

Da aggiungere che la società sta predisponendo «gli atti per il 182bis». Tradotto: un accordo per ristrutturare il debito, che è cosa diversa dal concordato («strada abbandonata per motivi tecnici»). Così Caruso accusa la giunta M5S di aver «lasciato nuda» la Spil di fronte a possibili “attacchi” dei tanti creditori; l’assessora gli risponde dicendo di dubitare che il giudice possa dichiarare fallita una società che ha in aggiudicazione un bando da 15 milioni di euro.

Jari De Filicaia (Pd) rincara la dose: «È surreale che si discuta di una gara ancora aperta sulla quale pende anche un ricorso al Tar». Quello di Cilp, che si discuterà a fine mese. Di più: «Chi si aggiudica quell’area se la ritroverà pagata non facendo altro che girare i soldi (1,3 milioni annui) pagati dall’affittuario, che ha un contratto fino al 2018. Legittimo, ma non è sviluppo: è solo una operazione immobiliare e non porta neanche un posto di lavoro».

Mauro Zucchelli

Juna Goti

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