Stroncato a 30 anni da una malattia
Livorno, Michael Gassani è morto dopo aver lottato per un anno e mezzo: molto conosciuto a Shangai, lavorava come cartongessista
LIVORNO. Ha lottato con una forza infinita, ha lottato per un anno e mezzo, ha lottato dimostrando coraggio e voglia di vivere. Lo ripetono gli amici che, quando la malattia ha preso il sopravvento e ha stroncato i sogni di quel ragazzone di trent’anni, hanno invaso il suo profilo Facebook con le lacrime agli occhi per dargli l’ultimo saluto con un messaggio. Michael Gassani se n’è andato nel tardo pomeriggio di giovedì 28 settembre in seguito a un peggioramento delle sue condizioni di salute: era ricoverato in un letto del reparto di cure palliative dell’ospedale da un paio di settimane, poi le ulteriori complicazioni del quadro clinico e il decesso. E una famiglia a pezzi, distrutta dal dolore.
Gassani, 30 anni, livornese, era nato nella zona della Guglia e abitava ancora lì. Era conosciuto soprattutto nel quartiere di Shangai, frequentato fin da ragazzino con il gruppetto di amici della stessa età: è soprattutto in quelle strade e in quei bar che adesso, dopo la notizia della sua prematura scomparsa, si versano lacrime e ci si chiede come sia possibile tutto questo. Michael è rimasto vittima di un destino tremendo, che gli ha strappato il sorriso e tutti i sogni.
Fino a un paio di anni fa, prima di scoprire la tremenda malattia durante una visita medica per un problema che sembrava invece una banalità, Gassani lavorava saltuariamente come cartongessista insieme a un amico diventato poi suo collega. La sua grande passione era il mare, più in generale l’estate: era questa la sua valvola di sfogo, il modo migliore per rilassarsi. E gli amici ricordano soprattutto la sua semplicità, il suo essere sempre disponibile e la sua generosità.
«Il guerriero più forte che abbia mai conosciuto e un angelo troppo bello per poter rimanere sulla Terra, semplicemente ciao amico mio», scrive Carolina sul profilo Facebook di Michael. «Sei stato e sei un leone! Hai lottato fino alla fine... Sei stato un esempio per tutti noi», aggiunge invece Maria Teresa. E poi Giada: «Sei stato un combattente, che la terra ti sia lieve». Già, questa sua infinita battaglia, vissuta senza mollare e con la speranza di potercela fare, aveva impressionato tutti. Poi però, dopo circa un anno e mezzo, la malattia non ha lasciato scampo al 30enne e non c’è stato niente da fare.
La salma di Michael Gassani sarà esposta venerdì 29 alla camera mortuaria del nostro ospedale, in attesa poi della celebrazione del funerale. Michael, oltre ai genitori, lascia il fratello maggiore Thomas. E un vuoto infinito in una famiglia, in un quartiere e in una città che non lo dimenticheranno mai.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
